Per il quotidiano “Al Arabi al Jadid” una svolta nell’inchiesta per chiudere il dossier

Omicidio Regeni: ufficiale egiziano a processo

Giulio Regeni

Giulio Regeni

IL CAIRO (Egitto) – Un funzionario della polizia egiziana potrebbe essere messo sotto processo per il presunto coinvolgimento nell’omicidio di Giulio Regeni, il giovane ricercatore italiano, collaboratore del quotidiano Il Manifesto, scomparso lo scorso 25 gennaio nel centro del Cairo e ritrovato morto in un quartiere della periferia della capitale egiziana il 4 febbraio con evidenti segni di torture.
A diffondere la notizia è il quotidiano panarabo con sede al Londra, “Al Arabi al Jadid”, che sostiene di aver appreso le rivelazioni da alcuni politici egiziani che hanno richiesto l’anonimato. Secondo “al Arabi al Jadid” le autorità egiziane potrebbero presto “mandare a processo un alto ufficiale della polizia di Giza in merito al coinvolgimento nelle torture e nell’uccisione di Regeni”.
Il Cairo sarebbe in procinto di rivelare l’identità dell’alto ufficiale per chiudere il dossier che inferto un duro colpo ai rapporti tra l’Egitto, l’Italia e altri paesi europei. I politici contattati dal quotidiano panarabo hanno, inoltre, precisato che diversi leader europei hanno rifiutato di avere incontri bilaterali a margine del G20 di Guangzhou in Cina con il presidente egiziano, Abdel Fatah al Sisi, proprio a causa del dossier Regeni. Tra questi vi è stato anche il presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi. (Agi)
.

 

 

I commenti sono chiusi.