Se l’Odg ha violato il regolamento, tutto il vertice dovrebbe rassegnare le dimissioni

Magdi Allam: “Esigo le scuse dall’Ordine”

Magdi Cristiano Allam

Magdi Cristiano Allam

Il GiornaleMILANO – “Se l’Ordine dei giornalisti dovesse aver violato il proprio regolamento, come minimo tutto il vertice dovrebbe immediatamente rassegnare le dimissioni”.
Magdi Cristiano Allam prende spunto da un’analisi di Franco Abruzzo per rincarare la dose nei confronti dell’assurdo procedimento per “islamofobia” aperto nei suoi confronti dal Consiglio nazionale di disciplina dell’Odg.
“Per quanto mi concerne – afferma Magdi Allam dal suo profilo Facebook – prevale il discorso civile e politico. L’Ordine dei giornalisti va sciolto. I reati sono di esclusiva pertinenza della magistratura ordinaria. Chi ha autorizzato il procedimento disciplinare nei miei confronti per «islamofobia», un reato inesistente nel nostro codice, va sanzionato. Esigo delle scuse da parte dell’Ordine. I giornalisti devono assumere la consapevolezza che nella guerra mondiale in corso, scatenata dal terrorismo islamico, non possiamo in alcun modo favorire i taglialingue islamici per spianare la strada all’avvento dei tagliagole dentro casa nostra”.
Secondo Franco Abruzzo, per vent’anni presidente dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia, l’incriminazione del giornalista per “islamofobia” è “una bufala che discredita l’Ordine”.
Per Abruzzo, “assodato che il giornalista sia stato assolto in primo grado, il diritto di proporre ricorso spetta solo al Pg di Roma, ma non a chi (Il legale dell’Ucoii-Unione delle comunità islamiche d’Italia) ha presentato l’esposto contro lo stesso Allam. 
E’ un passaggio/cardine consacrato in un comunicato solenne (1 aprile 2014) dell’Ordine nazionale. Il nuovo regolamento dei procedimenti di disciplina fa “venir meno la possibilità in capo all’esponente di proporre ricorso contro la delibera di archiviazione ovvero di proscioglimento del giornalista adottata dal Consiglio di disciplina territoriale”.
“Bisogna chiarire questo punto – conclude Franco Abruzzo – che potrebbe nascondere un abnorne errore del Consiglio nazionale di disciplina. Se i fatti sono questi, il «caso Allam» non esiste, anzi è una bufala che discredita l’Ordine. Chi si scuserà con Allam? Iacopino o Felappi? E’ ancora utile un Ordine che incorre in errori madornali? Esiste ancora la vigilanza del Ministero della Giustizia?”.
Sulla stessa lunghezza d’onda il consigliere nazionale dell’Odg, Marco Volpati: “Risulta che in primo grado il Lazio abbia assolto Magdi Cristiano Allam. Perché il Consiglio Nazionale di Disciplina debba ancora occuparsene è necessario che il Procuratore Generale del Lazio abbia impugnato l’assoluzione. E’ così? Se è così perché non lo si dice (a ciascuno le proprie responsabilità). Se non è così, di che cosa si sta occupando il Consiglio di disciplina?”.

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