Protocollo Enbic - Unimol per migliorare condizioni di lavoro e vivibilità nelle aree interne

Cavallaro: “Nuovi modelli di welfare per il Paese”

ROMA – «È fondamentale sperimentare nuovi modelli di welfare in grado di assicurare una migliore vivibilità associata a migliori condizioni lavorative per i cittadini, garantendo alle comunità locali nuove opportunità di vita e di sviluppo». Lo ha dichiarato il segretario generale della Cisal, Francesco Cavallaro, intervenendo  oggi a Roma, nella Sala “Caduti di Nassirya” del Senato, alla presentazione del protocollo di intesa tra Enbic – Ente Bilaterale Confederale e Unimol Università degli Studi del Molise per la costituzione dell’Osservatorio sull’impatto del welfare sul mercato del lavoro nelle aree interne.

Fulvio De Gregorio e Francesco Cavallaro

«Le aree interne – ha sottolineato Cavallaro – tendono ad essere caratterizzate da redditi più bassi, minori opportunità di lavoro e minori servizi rispetto alle aree urbane. Il welfare può contribuire a ridurre queste disuguaglianze fornendo misure di sostegno all’occupazione, formazione professionale, accesso a servizi sanitari e istruzione, e promuovendo l’inclusione sociale. Senza dimenticare la valorizzazione delle risorse locali, spesso uniche, ed i servizi per anziani, tesoro di saperi e tradizioni di quei luoghi, da custodire e proteggere con servizi mirati sfruttando anche programmi di welfare».
«Il progetto comune fra Enbic e l’Università del Molise – evidenzia Cavallaro – è un lavoro importante, affinché a un sistema di welfare per le aree interne del Paese, si affianchino i servizi primari per i cittadini, come quelli della sanità o dei trasporti, perché solo lavorando in questa direzione si potrà incidere positivamente sul mercato del lavoro, tenendo in considerazione la vocazione di ciascun territorio interessato».

Vincenzo Caratelli

Dal canto suo, il segretario generale di Cisal Terziario, Vincenzo Caratelli, ha dichiarato che «un Paese, per essere moderno e competitivo, deve avere un sistema di welfare all’avanguardia soprattutto nelle aree interne. Un sistema di welfare strutturato vuol dire sostenere i giovani nel percorso formativo e lavorativo e garantire agli anziani servizi ed assistenza adeguati. Con l’opportunità dei fondi del PNRR, dobbiamo investire nelle aree più svantaggiate del territorio».
A giudizio del presidente di Enbic, Fulvio De Gregorio, »l’incontro di oggi che vede la nascita di un protocollo fra Enbic e Università del Molise, si pone l’obiettivo di attuare un welfare che vada a rispondere alle esigenze che provengono dai lavoratori che risiedono nelle aree interne, spesso svantaggiate. Da sempre, organismi come l’Enbic sostengono il welfare tanto da inserirlo come obbligatorio nelle contrattazioni, perché riconosciamo che sia uno strumento a sostegno dei lavoratori ma anche delle aziende».

Luisa Corazza

«L’obiettivo costituire un osservatorio sugli impatti del welfare nelle aree interne – ha spiegato Luisa Corazza, ordinaria di Diritto del Lavoro e direttore del Centro di Ricerca per le Aree Interne e gli Appennini – ovvero tutte quelle zone dell’Italia che patiscono la significativa distanza dai centri con maggiori servizi e che necessitano, proprio per i disagi registrati tra cui il rischio spopolamento, la riattivazione del mercato del lavoro e di adeguati servizi di welfare». (giornalistitalia.it)

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