La giornalista indagava su Ali Sadr Hashemi Nejad e sullo scandalo della Pilatus Bank

Arrestato il banchiere citato da Caruana Galizia

Daphne Caruana Galizia

Daphne Caruana Galizia

WASHINGTON (Usa) – Le autorità statunitensi hanno arrestato il banchiere di origini iraniane Ali Sadr Hashemi Nejad, presidente della Pilatus Bank, istituto registrato a Malta, con l’accusa di avere aggirato le sanzioni Usa nei confronti dell’Iran.
Nejad, secondo quanto riferito dal Dipartimento della Giustizia in un comunicato, avrebbe fatto transitare attraverso il sistema finanziario Usa oltre 115 milioni di dollari grazie un contratto di costruzioni con il Venezuela.
Nejad era stato più volte citato negli articoli della giornalista maltese Daphne Caruana Galizia, uccisa lo scorso ottobre a Malta, riguardo ad uno scandalo che coinvolgeva la Pilatus Bank e la moglie del premier maltese Joseph Muscat, Michelle.
Nejad, 38 anni, è stato arrestato lunedì a Dulles, in Virginia, e il suo caso è ora di competenza del tribunale di New York. Secondo il procuratore generale di Mahnattan, Geoffrey Berman, Nejad “ha creato una rete di aziende di copertura e di conti bancari esteri per mascherare attività imprenditoriali iraniane in Venezuela ed evadere le sanzioni Usa”.
La Pilatus Bank aveva querelato Caruana Galizia per gli articoli nei quali accusava la banca e Nejad di avere preso parte a vicende di corruzione e di riciclaggio legate agli ambienti politici maltesi. (adnkronos)

LA FONTE MARIA EFIMOVA: “TEMO PER LA MIA VITA”

Intanto, una cittadina russa, fonte preziosa per Daphne Caruana Galizia, si è consegnata alla polizia ad Atene, dicendo di temere per la sua vita. La donna, Maria Efimova, 37 anni, aveva rivelato alla giornalista maltese assassinata da un’autobomba traffici illeciti in denaro fra i governanti dell’Azerbagian e di Malta attraverso la Pilatus Bank dove era impiegata.
A novembre, dopo la morte della giornalista (avvenuta il 17 ottobre 2017), le autorità maltesi avevano emesso un mandato di cattura nei confronti della Efimova, che non si era presentata in tribunale, dove era imputata di false accuse contro la polizia. La gola profonda russa aveva, infatti, lasciato Malta insieme alla sua famiglia appena due mesi dopo l’assassinio della Galizia.
Deputati del Parlamento europeo la descrivono come “un importante testimone per le indagini su corruzione e riciclaggio di denaro a Malta” e chiedono alle autorità greche di fornirle protezione. (giornalistitalia.it)

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