DURGAPUR (Bangladesh) – Era composto da cinque persone il commando che, la notte del 15 ottobre scorso, ha ucciso il giornalista Lutfuzzaman Alif Fakir nella zona di Telonjia, vicino a Utrail Bazar, lungo la strada Shyamganj-Birishiri (distretto di Durgapur) in Bangladesh. Era sposato con Anandita Sangma, conosciuta anche come Khadija Akter, e aveva due figli.
Lutfuzzaman Alif Fakir lavorava come corrispondente da Netrokona per l’emittente televisiva privata “Ruposhi Bangla” e gestiva la pagina Facebook “Detective Article”, sulla quale pubblicava inchieste riguardanti il contrabbando e altri crimini o irregolarità nell’area di confine.
Lo hanno confessato due degli imputati, Imran Islam alias “Imon”, 24 anni, e Sabbir Ahmed, 25 anni, nel corso delle dichiarazioni rese in tribunale affermando che Tajul Islam, l’uomo che avrebbe materialmente sparato con una pistola, è stato la mente dell’omicidio che ha visto attivamente impegnate cinque persone. Khandaker Shaker Ahmed, responsabile della stazione di polizia di Durgapur, ha riferito al quotidiano “Prothom Alo” che, nelle loro dichiarazioni, i due imputati hanno spiegato come Tajul Islam avesse una disputa di lunga data con il giornalista Alif.
L’omicidio sarebbe scaturito proprio da tale conflitto. I due lavoravano per Tajul, occupandosi di varie attività nella zona di confine. Alif ostacolava i loro affari e forniva informazioni alla polizia, il che aveva ulteriormente alimentato il risentimento nei suoi confronti.
Secondo la polizia, a carico di Tajul Islam risultano almeno 13 procedimenti giudiziari per reati di varia natura, tra cui omicidio, tentato omicidio, violazioni in materia di armi e stupefacenti, possesso di esplosivi, sequestro di persona, estorsione, rapina e furto. La sua banda era anche coinvolta in attività di contrabbando lungo il confine.
La moglie di Alif, Anandita Sangma – nota anche come Khadija Akter – aveva precedentemente riferito al quotidiano “Prothom Alo” che Alif era entrato in possesso di informazioni riguardanti il traffico di armi e le attività di contrabbando di Tajul, trasmettendole al Rapid Action Battalion (RAB). Circa quattro anni fa, il Rab (oggi noto come Srb) aveva arrestato Tajul.
Nell’ultima settimana di ottobre, Khandaker Shaker Ahmed, responsabile della stazione di polizia di Durgapur, sempre a “Prothom Alo” ha dichiarato che Alif aveva raccolto informazioni sulle varie attività di Tajul, pubblicando su Facebook fotografie e filmati della sua abitazione. Tajul riteneva che Alif avesse, inoltre, fornito alle forze dell’ordine dettagli sulle armi in suo possesso. Secondo il funzionario di polizia, Alif aveva già subito aggressioni in passato a causa del risentimento suscitato da tali azioni.
Sabato mattina, una squadra della sezione investigativa distrettuale (District Detective Branch – DB) ha arrestato Imran e Sabbir nell’area di Dhanpur Bazar, nella zona di Bishwambharpur (distretto di Sunamganj) facendo salire a quattro le persone fermate in relazione all’omicidio di Alif. In precedenza erano stati, infatti, arrestati Sajibul Islam, detto Apurbo, il 18 ottobre, e Ashikur Rahman, detto Prangan, il 20 ottobre. (giornalistitalia.it)







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