ROMA – Un giornalista italiano nei tunnel di Hamas. In meno di due minuti, Giovan Battista Brunori spiega e mostra in video quello che bisogna sapere. Armi, munizioni, elettricità, stanze da letto, bagni, ventilazione: c’è tutto il necessario per migliaia di terroristi che hanno potuto nascondersi per anni nella rete di oltre 500 chilometri di tunnel militari al riparo dai bombardamenti israeliani.
Hamas ha lasciato i civili in superficie per usarli come scudi umani, civili che hanno subito le conseguenze peggiori della guerra.
Uno scoop internazionale, che negli Stati Uniti gli americani candiderebbero al Premio Pulitzer. Questa volta, però, l’autore di questo sensazionale colpo giornalistico è un giornalista italiano, Giovan Battista Brunori, che conosce la Strisca di Gaza come le sue tasche. Il suo reportage è andato in onda ieri, 23 settembre 2026, al Tg1 delle ore 20, facendo immediatamente il giro del mondo. «Sono più di 500 chilometri di tunnel – spiega in maniera veloce e chiarissima l’inviato della Rai a Gerusalemme – scavati nel corso degli anni nel sottosuolo della Striscia di Gaza a una profondità di 20 metri, ma talvolta anche a 70-80 metri di profondità, usando persino gli aiuti umanitari come materiali da costruzione.
Sono tunnel forniti di elettricità, ventilazione, servizi igienici, munizioni ed esplosivi, e per lunghi periodi hanno costituito un formidabile dispositivo offensivo per realizzare attacchi contro civili e militari israeliani.
Vi si rintanavano migliaia di terroristi al riparo dai bombardamenti israeliani, mentre la popolazione civile palestinese, usata come scudo umano, veniva lasciata in superficie».
Ma non è rischioso tutto questo? A questa domanda lo stesso Giovan Battista Brunori aveva già risposto qualche giorno fa presentando ufficialmente alla stampa il suo ultimo libro: «Quello che mi anima è l’amore per il mio lavoro – dice senza peli sulla lingua – e sono grato alla Rai che mi consente di essere in mezzo ai fatti che coinvolgono la vita del pianeta e per la fiducia che mi ha accordato mandandomi tre anni fa in Medio Oriente e che continua a dimostrarmi tutt’oggi. Il mio lavoro consiste nel mettere non me stesso in evidenza – anche se ho realizzato dal 7 ottobre più di 8.000 servizi – ma i fatti dove accadono e raccontare le sofferenze e le realtà delle persone. Questo mi dà ogni giorno la forza».
Non ci sono più dubbi sulla verità storica di questi giorni e di questi anni lungo la Striscia di Gaza.
Se ne è discusso a lungo nel corso della cerimonia di lancio dell’ultimo libro di Giovan Battista Brunori «Il Nuovo Medio Oriente. Il declino della mezza luna sciita», dove dal dibattito della serata si evinceva con grande chiarezza come la maggiore difficoltà affrontata in questi anni è stata per i giornalisti di turo il mondo «la forza comunicativa di Hamas rispetto all’efficacia di quella di Israele».
Giovan Battista Brunori cita un caso specifico: quello che è accaduto il 17 ottobre 2023 con il bombardamento dell’ospedale Al-Ahli di Gaza, «dove dopo pochi minuti Hamas aveva pronto un comunicato ufficiale che diceva che era stato Israele a colpirlo, e che l’attacco israeliano aveva causato 500 morti, dando i dettagli di quanti uomini, quante donne e quanti bambini, e tutto questo con una velocità sorprendente».
La versione data da Hamas è stata poi ripresa da quasi tutti i media del mondo per diverse ore e solo dopo un po’ si è, finalmente, capito che in realtà era stato un razzo della Jihad Islamica andato fuori bersaglio a colpire l’ospedale, facendo qualche decina di morti.
«Purtroppo – sottolinea Brunori – per molte ore l’altra versione è mancata, e questa è stata la difficoltà principale in questi anni». Ma già il giorno prima durante un’operazione a Qalqilya, la polizia e le guardie di frontiera avevano scoperto un tunnel ancora in costruzione, profondo almeno 25 metri.
Al suo interno, la polizia aveva rinvenuto un fucile M16, un fucile di precisione, munizioni, caricatori, diversi telefoni cellulari, un dispositivo di registrazione video e fertilizzante, un materiale che potrebbe essere utilizzato per la fabbricazione di esplosivi. Un secondo tunnel era stato scoperto nelle vicinanze. La sua costruzione era ancora nelle fasi iniziali. Quattro sospetti sono stati arrestati durante l’operazione e portati in caserma per essere interrogati.
Al momento la polizia non ha specificato la lunghezza del primo tunnel, la sua destinazione prevista o il suo scopo preciso. Non è stato ancora ufficialmente stabilito alcun collegamento con una specifica organizzazione terroristica.
Tuttavia, la presenza di armi e materiali che potrebbero essere utilizzati per fabbricare ordigni esplosivi rafforza i sospetti sulla natura dell’infrastruttura». Qalqilya – spiegano gli esperti militari – si trova in Giudea e Samaria, nelle immediate vicinanze della barriera di sicurezza e di diversi insediamenti israeliani nella regione di Sharon, tra cui Kfar Saba.
Lo stesso sindaco, Rafi Saar, che è anche presidente del Forum delle località della Linea di Demarcazione, ha parlato alla stampa di un «evento grave» che, a suo dire, dimostra che la minaccia per gli abitanti della regione è «reale e immediata».
«Non si tratta – ha spiegato – di un allarme teorico, ma di una realtà di sicurezza che richiede un’azione decisa. Gli abitanti della Linea di Demarcazione, di Kfar Saba e dell’intera regione di Sharon non possono vivere nell’incertezza. Hanno diritto alla sicurezza, alla protezione e alla pace».
In questo nostro mestiere si può discutere di tutto e del contrario di tutto, ma quando il nostro mestiere lo sia fa in questo modo, rischiando la propria vita ogni giorno sul campo, e andando in giro tra le macerie della Striscia di Gaza per cercare verità nascoste o tradite, allora è il caso di dire grazie a Giovan Battista Brunori per questa straordinaria lezione di giornalismo moderno. Altro che grandi inviati di guerra. Qui c’è molto di più. Chapeau. (giornalistitalia.it)
Pino Nano
CHI È GIOVAN BATTISTA BRUNORI
Capo della Sede Rai di Gerusalemme dal luglio del 2023, ha seguito sul campo la guerra contro Hamas a Gaza e contro gli Hezbollah in Libano.
Più volte inviato nella Striscia di Gaza, in Cisgiordania, in Libano, in Israele, dopo l’attacco di Hamas del 7 ottobre ha realizzato oltre 8000 servizi, reportage e dirette per tutti i canali Rai. Ha seguito in Arabia Saudita nel 2025 la visita del presidente americano Donald Trump.
Nel corso degli anni ha realizzato, tra l’altro, reportage in Lituania (2023), Ucraina (2022) in Medioriente (guerra Gaza Israele 2021), in Afghanistan, in Iraq, in Russia, Nordafrica, Serbia. Ha seguito i viaggi apostolici di papa Francesco in Corea del sud e in Turchia. Ha seguito con collegamenti in diretta da Piazza San Pietro per il Tg2 e per la Rete 2 i giorni della malattia, della morte e dei funerali di Joseph Ratzinger Benedetto XVI e per Rai3 ha seguito i giorni dell’agonia e della morte di papa Giovanni Paolo II.
Per il Tg2 ha realizzato molti approfondimenti tra i quali Tg2 Dossier “I mille volti della Shoah” 2023, Tg2 Dossier “La pace sospesa” sulla crisi in Medioriente (2021), Tg2 Dossier “Il virus dell’odio” per il Giorno della Memoria 2021 il Tg2 Dossier “Il futuro della Memoria” per il Giorno della Memoria 2020, il Tg2 Dossier “La nuova vita del papa teologo” 2019, il Tg2 Dossier In cammino verso il Giubileo 2015.
Archivista, giornalista capo redattore, al Tg2 Rai si è occupato per oltre vent’anni di Esteri e Informazione religiosa. È stato componente del Comitato di Redazione del Tg2 e presidente del Collegio dei Revisori dei conti dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio (2013-2017). Ha lavorato a Persona Tv, a Telemontecarlo e alla Tgr Lazio Rai.

Giovan Battista Brunori con il direttore di Giornalisti Italia, Carlo Parisi, al Premio Agnes 2026 in Piazza di Spagna a Roma (Foto Giornalisti Italia)
Ha alle spalle una miriade di premi eccellenti, a partire dall’ultimo ritirato qualche mese fa a Roma in Piazza di Spagna, il Premio Internazionale di giornalismo “Biagio Agnes 2026 (presidente Gianni Letta), Premio Cimitile 2026, Premio “Luci di verità” 2026. Poi ancora: Premio “Delio Costanzo” (2024) Premio speciale per la stampa, espressione delle libertà democratiche Reggia della Venaria, (Torino), Premio Giornalistico Televisivo “Ilaria Alpi” (Riccione 1998, presidente della Giuria Igor Man), “Premio Personalità Europea” (Roma 2005), Premio Goccia d’Oro per il dialogo interreligioso (Rapolano Terme 2006).
Ha pubblicato nel 2025 il libro “Il Nuovo Medio Oriente. Il declino della Mezzaluna sciita” Belforte Editori; nel 2017 “Benedetto XVI. Fede e profezia del primo papa emerito nella storia” edito dalle Edizioni Paoline e tradotto in spagnolo “Benedicto XVI. Fe y profecía del primer Papa emérito de la historia” (2018). La traduzione polacca della biografia di Joseph Ratzinger “Benedykt XVI. Wiara i proroctwo pierwszego papieża emeryta w historii” (2020) ha vinto il Premio Feniks 2021 Categoria “Autore straniero” (Polonia, Editori cattolici).
Nel 2005 ha pubblicato il libro “La Croce e la Sinagoga” (Franco Angeli) recensito – tra l’altro – con un’intervista su “Specchio” (La Stampa) da Alain Elkann il 2 luglio 2005 e da Andrea Tornielli (Il Giornale). Nel 2011 ha realizzato un reportage prodotto dal Segretariato Sociale della Rai: un dvd sulle baraccopoli di Nairobi in Kenya. Ha anche ideato e condotto la rubrica settimanale di Rai3 nazionale “Verso il Giubileo”, in preparazione dell’Anno Santo del 2000 e ha condotto la rubrica di Rai3 “Dentro il Giubileo” che ogni mercoledì in diretta da San Pietro ha dato conto degli eventi che hanno segnato il Giubileo indetto da Papa Wojtyla.
Infine, nel febbraio 1998 ha scoperto un cimitero paleocristiano a Ponte Camillario, alle porte di Viterbo (inchiesta andata in onda sul Tgr Lazio Rai). Quanto basta per capire lo spessore e il carisma professionale del famoso inviato della Rai in Israele. (p.n./giornalistitalia.it)














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