CampaniaNAPOLI – In merito ad alcune ricostruzioni giornalistiche relative alle vicende legate al tesseramento del Sindacato Unitario Giornalisti della Campania, il direttivo del Movimento Unitario Giornalisti ritiene doverose alcune precisazioni.
Quando quattro anni fa fu sciolta l’Assostampa campana e, dopo un breve periodo di totale assenza, si tentò di avviare la ricostruzione di una presenza sindacale dei giornalisti in Campania, si formarono due organizzazioni il Sindacato Giornalisti della Campania e il Movimento Unitario Giornalisti della Campania.
Ci furono molti incontri, anche in sedi istituzionali, finalizzati alla costituzione di un organismo sindacale unitario in grado di rappresentare tutte le anime della categoria presenti sul territorio: a questi incontri parteciparono i massimi dirigenti dell’epoca (parliamo degli anni 2013/2014) della Fnsi, l’attuale Presidente nazionale dell’Ordine dei Giornalisti Carlo Verna, il Presidente dell’Odg Campania Ottavio Lucarelli, gli attuali dirigenti del Sugc e i vertici del Mug. Lo stesso nome attuale della sezione sindacale della Fnsi in Campania (“Sindacato Unitario”), fa riferimento ai tentativi di unità messi in campo in quel periodo.
All’epoca il Mug, che già disponeva di un numero cospicuo di iscritti, circa 250, non ritenne di aderire al Sugc, in quanto i suoi dirigenti decisero di sperimentare un altro percorso associativo per la categoria.
In questi anni, come sanno bene gli addetti ai lavori, il Segretario Generale aggiunto (all’epoca vicesegretario) della Fnsi, Carlo Parisi, ha sempre lavorato per una ricomposizione unitaria della categoria in Campania, auspicando l’adesione del Mug alla Federazione. Un’azione di ricucitura, peraltro, condivisa dall’attuale Presidente della Fnsi Beppe Giulietti.
Oggi, pur continuando a godere di un amplissimo seguito, non solo tra i giornalisti pubblicisti, come hanno dimostrato le recenti affermazioni elettorali dei suoi esponenti in occasione delle votazioni per il rinnovo delle cariche ordinistiche, ma anche nel mondo del giornalismo professionale, il Movimento Unitario Giornalisti, in un’assemblea di tutti gli iscritti tenutasi lo scorso febbraio, ha deciso di rientrare nella Federazione Nazionale della Stampa, per portare avanti nell’unità sindacale le proprie battaglie per l’ammodernamento delle strategie di tutela dei giornalisti e in particolare di coloro che vivono la condizione di lavoratori autonomi iscritti alla Gestione separata Inpgi, raccogliendo in questo modo gli storici appelli provenienti dai vertici dei vari organismi di categoria (Ordine, Fnsi, Inpgi, Casagit).
Non si capiscono pertanto i riferimenti ai “pacchetti di tessere” apparsi su alcune testate, relativamente alla ricostruzione della presentazione del tesseramento degli aderenti Mug al Sugc (dettati presumibilmente dalle prossime scadenze congressuali che dovranno in ogni caso garantire anche in Campania la partecipazione alla vita democratica dell’organizzazione di tutte le anime della categoria, senza poco eleganti arroccamenti).
Quando un’organizzazione confluisce in un’altra, se essa è un’entità reale, è evidente che si tratta di un percorso collettivo e non di singoli e, normalmente, si tende ad affidare ai dirigenti della stessa organizzazione (in questo caso una delegazione guidata dal Presidente del Mug Domenico Falco) il compito di sbrigare i necessari adempimenti, nella più totale consapevolezza e trasparenza. Non a caso in queste ore continuano ad arrivare le conferme dei singoli nuovi iscritti Mug alla segreteria del Sugc, così come richiesto dal segretario regionale Claudio Silvestri.
In conclusione, nessuna Opa sul sindacato, ma l’adesione all’appello di vari autorevoli dirigenti della Fnsi (tra i quali, appunto, il segretario aggiunto Carlo Parisi), che in più occasioni hanno ricordato agli iscritti del Mug che la Federazione resta la casa di tutti i giornalisti, compresi autonomi precari e free lance. L’auspicio è che dalla Fnsi parta un segnale di conferma della “voglia di unità”, magari fornendo un contributo alla ricostruzione della storia del movimento sindacale campano successiva al drammatico scioglimento dell’Assostampa.
Un gesto che confermerebbe il fatto che, benché sia un’associazione di diritto privato, il sindacato non è proprietà privata di nessuno, ma, appunto, la casa di tutti i giornalisti.

Il Direttivo del Movimento Unitario Giornalisti

 

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