Il Tribunale di Francoforte lo diffida a rimuovere l’immagine di un giornalista

Salvini rischia il carcere per una foto

Il giornalista Sören Moje a bordo della Lifeline

FRANCOFORTE (Germania) – Matteo Salvini, rischia 6 mesi di reclusione o un’ammenda di 250 euro se non provvederà a rimuovere la foto del giornalista Sören Moje dal proprio profilo Twitter. Lo ha stabilito un tribunale di Francoforte emettendo un’ordinanza restrittiva nei confronti del ministro dell’Interno al quale viene intimato di cancellare la foto del giornalista-attivista dell’Ong tedesca “Lifeline” impegnata in un’operazione di soccorso dei migranti. La notizia è stata pubblicata sul sito dell’organizzazione non-governativa di Dresda e riportata oggi dal quotidiano “Il Giornale” con un articolo della giornalista Chiara Sarra.

Matteo Salvini

«Così la Lifeline – spiega il Giornale – ha denunciato il ministro italiano per violazione del diritto d’autore quando lui ha pubblicato la foto di un attivista. E ora il tribunale tedesco lo ha condannato alla rimozione dei post in cui appariva l’immagine. Nel giugno del 2018, quando l’ong aveva dato al vicepremier del “fascista” dopo che lui aveva ribadito la chiusura dei porti italiani alle navi cariche dei migranti recuperati nel Mediterraneo. A quel tweet, Salvini aveva risposto con la foto di Sören Moje, membro dell’equipaggio, scattata dal giornalista Friedhold Ulonska (anche lui a bordo dell’imbarcazione) e pubblicata sul web dalla stessa Mission Lifeline».
«Ma Ulonska – aggiunge Il Giornale – ha fatto ricorso e il tribunale di Francoforte gli ha dato ragione: ora Salvini deve togliere la foto dai suoi profili social o rischia fino a 250 mila euro di multa e sei mesi di reclusione».
«Matteo Salvini – scrive il fotografo sulla pagina di Mission Lifeline – usa come strumento del suo incitamento contro di noi materiale fotografico di missioni di salvataggio in mare, immagini prese da me. Non mi ha chiesto se gli fosse permesso. Come tutti gli altri, Matteo Salvini deve rispettare la legge. Se non lo fa, come nel caso di specie, ci piace ricordargli i limiti delle sue azioni con tutti i mezzi costituzionali». (giornalistitalia.it)

 

 

 

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