Il primo numero di “Vita e Pensiero”

ROMA – Fondata il 1° dicembre 1914 a Milano dal francescano Agostino Gemelli, insieme a Ludovico Necchi e Francesco Olgiati, testimonia che i fondamenti del pensiero cristiano sono solidi, capaci di sfidare un secolo di storia. Il successo è frutto di un segreto della cultura cattolica in genere: essere profonda e popolare, insieme.
Nel centenario, verranno ripubblicati alcuni dei saggi più significativi. Nella rivista una precisa “visione del mondo”.
Il fondatore della rivista, Gemelli, era ed è ricordato come un personaggio per alcuni aspetti “controverso”: carattere forte e impetuoso, mente lucida e fredda, intelligenza analitica e indagatoria, aveva esordito col suo “manifesto medievalista” che intendeva sfidare in campo aperto i tanti avversari di allora del cattolicesimo: dal positivismo all’idealismo, dal futurismo al libero pensiero, dalla massoneria all’incipiente fascismo degli anni Venti.
Il ritorno al Medioevo, prospettato dal futuro fondatore della Università Cattolica, era chiaramente una sfida teoretica, quasi una provocazione, per far scoppiare un confronto ideale su temi quali l’unità della persona, la ricerca dell’armonia a livello del singolo e della società, la compresenza delle dimensioni materiale e spirituale all’interno dell’uomo concreto, la dignità e altezza della visione cristiana che abbraccia la vita terrena e quella ultraterrena.
Gemelli era a modo suo un “controrivoluzionario”, perché reagiva agli assalti al cattolicesimo portati da più fronti, rispondendo con una “Weltanschauung” ben precisa: si trattava di una visione del mondo nella quale le cose sono tutte al loro posto, con un Dio creatore e un uomo creato a “sua immagine e somiglianza”, che come Dio può “creare”, ma non “dal nulla” bensì partendo dai beni che lo stesso creatore gli ha messo a disposizione.
Gemelli affermava ciò che i suoi avversari teoretici volevano negare, e lo faceva con coraggio e profondità. Come diceva il titolo della rivista, univa strettamente la “vita” e il “pensiero”. L’impasto era ben congegnato, se la sua creatura è durata 100 anni. (Sir)

Comments are closed.