Lo dice il rapporto Fieg sulla stampa in Italia: anche il 2013 un anno nero

Editoria: “Giù ricavi, pubblicità e copie vendute”

Giulio Anselmi

ROMA – Non si ferma la crisi dell’editoria: dopo il tonfo del 2012 anche nel 2013 i ricavi di quotidiani e periodici hanno registrato cali a due cifre, a fronte di una discesa dei costi contenuta. E’ quanto si legge nel rapporto Fieg “La stampa in Italia 2011-2013”, presentato oggi a Roma, secondo cui “la ripresa che s’intravede avrà un impatto assai limitato sul settore”.
Nel 2013 – si legge nel rapporto annuale della Federazione italiana editori giornali – il fatturato pubblicitario dei quotidiani è sceso del 19,4%.
La caduta stimabile dei ricavi editoriali è dell’11,1%, solo in parte attenuata dalla maggiore tenuta dei ricavi da vendita delle copie (-6,5%), grazie agli incrementi di prezzo intervenuti nell’anno.
L’andamento negativo del fatturato è stato accompagnato da una diminuzione dei costi molto più contenuta.
Male anche i periodici: nel 2013 la caduta del fatturato è stata del 12,7% e dal 2006 al 2013 i ricavi pubblicitari sono diminuiti di quasi 630 milioni di euro (-60%).
“Nell’ultimo mese del 2013 e nella prima parte di quest’anno – si sottolinea nel rapporto – si sono manifestati segnali di ripresa nel quadro economico del Paese”, che “continuerà ad essere trainata dalla componente estera della domanda globale e, in misura più limitata, da quella interna alla cui evoluzione sono legati i consumi di carta stampata”.
Secondo quanto stimato dalla Fieg, non è roseo neppure il futuro, almeno nell’immediato: “La ripresa che s’intravede – si legge ancora – avrà dunque un impatto assai limitato sull’editoria giornalistica, i cui problemi sono allo stesso tempo strutturali e congiunturali”.
“Non è immaginabile uscire dalla spirale della crisi senza il sostegno di una politica industriale – ha detto il presidente della Fieg Giulio Anselmi – e sono sicuro che le intese raggiunte con il precedente Governo sul fondo straordinario per l’editoria non resteranno sospese nel vuoto”.
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