È stato inviato al Corriere della Sera e direttore del Mattino e del Messaggero

Addio Paolo Graldi, signore del giornalismo

Paolo Graldi

ROMA – Un altro grave lutto per il giornalismo italiano. Paolo Graldi è morto stanotte a Roma dopo una lunga malattia. Aveva 81 anni. Nato a Bologna il 27 maggio 1942, era giornalista professionista iscritto all’Ordine del Lazio dal 1° settembre 1970. Per quasi vent’anni inviato del Corriere della Sera, è stato vice direttore del quotidiano Il Mattino con Sergio Zavoli e dall’ottobre 1994 al 2001 direttore, per poi dirigere per tre anni Il Messaggero.

Paolo Graldi

I primi passi nella professioni li aveva mossi da giovanissimo scrivendo per alcune testate locali; poi si era trasferito a Roma lavorando da precario a Paese Sera, una delle più grandi scuole del giornalismo italiano. Nel 1975 il grande salto al Corriere della Sera, chiamato dal direttore Piero Ottone. Fino al 1993 ha lavorato come cronista di giudiziaria, inviato speciale, capo servizio della giudiziaria e caporedattore dell’edizione romana. Negli anni Settanta e Ottanta ha raccontato tutti i principali fatti di mafia e di terrorismo in Italia e all’estero: dal caso Bulgari al delitto Moro.
Il collega Paolo Conti sul Corriere della Sera ricorda che i suoi articoli sono sempre stati caratterizzati da «uno stile secco, essenziale, ma che svela sempre il piacere professionale del racconto, avvincente quanto dettagliato». Un uomo dal «temperamento generoso, estroverso e comunicativo, elegante nei modi e ironicamente attento ai dettagli dell’abbigliamento», che ha «profondamente amato un lavoro che vedeva anche come un impegno civile».

Paolo Graldi

Dopo la direzione responsabile e la direzione editoriale del Messaggero, è stato editorialista del gruppo Caltagirone, scrivendo anche per gli altri quotidiani del gruppo, Il Mattino e Il Gazzettino, e collaborato con la Rai per la radio e la televisione con Enzo Biagi e Sergio Zavoli ne “La notte della Repubblica” e “Viaggio intorno all’uomo”.

Paolo Graldi

Sempre per la Rai ha condotto, tra l’altro, le inchieste “Io e il fumo”, “Io e il telefono” e “Io e il Cibo” e per Rai Parlamento “Parole in gioco”. Ha collaborato anche con “La7” con “Effetto domino, tutto fa economia”.
Sempre per la tv ha firmato la sceneggiatura di film come “Il caso Lafarge”, “Il caso Stawinsky”, “Ladri e quadri”. Nel suo curriculum anche la presidenza della Scuola Superiore di Giornalismo dell’Università Luiss di Roma e numerosi premi giornalistici.
I funerali di Paolo Graldi si svolgeranno a Roma martedì 2 gennaio, alle ore 11, nella Chiesa di San Salvatore in Lauro. (giornalistitalia.it)

I commenti sono chiusi.