In Rai uno dei più importanti giornalisti d’inchiesta. Ha diretto Il Tempo e Adnkronos


Gian Marco Chiocci, un fuoriclasse al Tg1

Gian Marco Chiocci

ROMA – Alla guida del Tg1, al posto di Monica Maggioni, arriva Gian Marco Chiocci. 59 anni, giornalista professionista dal 1992, “romano de Roma”, direttore dell’agenzia di stampa Adnkronos e già prima direttore del quotidiano Il Tempo, figlio d’arte perché figlio di uno dei più grandi inviati che la stampa italiana abbia avuto, Francobaldo Chiocci, oggi Gian Marco Chiocci è considerato uno dei più importanti giornalisti di inchiesta italiani.
Gian Marco Chiocci si è formato sul finire degli anni ‘80 proprio al quotidiano Il Tempo, per poi approdare a Il Giornale dove è stato, per circa 20 anni, uno dei giornalisti di punta della testata fondata da Indro Montanelli, per cui ha seguito molti casi di cronaca giudiziaria tra cui il crac Parmalat e la vicenda del Monte dei Paschi di Siena, Affittopoli e via di questo passo, inchieste che hanno segnato e attraversato il Paese e la storia della Repubblica. Tra i vari premi ricevuti, il Premio Sulmona di giornalismo 2015, per la sezione “Carta stampata e web”.
Comincia giovanissimo alle Gazzette toscane di Longarini, scrive per la Gazzetta di Prato e di Firenze. Poi arriva per lui la grande avventura de Il Tempo, dove viene chiamato a fare una lunga “sostituzione estiva”. Prima destinazione al Tempo in Abruzzo e lavora a L’Aquila, Pescara, Teramo e Chieti. Quindi verso la metà degli anni ’80 è chiamato a lavorare al Tempo a Latina. Finisce come era naturale che fosse alla redazione centrale a Roma, dove si occupa di cronaca e giudiziaria, e qui sul fine degli anni ’80, è autore dei primi scoop e delle prime grandi inchieste di cronaca nera, sul mondo della sanità, ma anche quello dello sport.

Gian Marco Chiocci a Reggio Calabria (foto Giornalisti Italia)

L’esperienza a Il Tempo è breve perché il quotidiano romano (di cui Gian Marco Chiocci diventerà parecchi anni dopo direttore responsabile) è in fase di forte ristrutturazione, e molti come lui devono ripartire daccapo. Ma con la sua esperienza e la sua grinta professionale trova immediatamente una soluzione alternativa, si ritrova così a lavorare al nuovo quotidiano L’Informazione di Mario Pendinelli.
Nel 1994 il grande salto. Vittorio Feltri gli offre la possibilità di lavorare al Giornale di Milano dove Gian Marco Chiocci si fa notare per una inchiesta storica, nota con il nome di Affittopoli, case di enti previdenziali affittate a prezzi di favore a politici, sindacalisti, ministri, boiardi di stato, giornalisti, che oltre a raddoppiare le copie del giornale fondato da Montanelli garantisce allo stesso Chiocci l’assunzione immediata. 
Al Giornale di Milano, Chiocci cresce in fretta fino a diventare il più giovane inviato speciale della storica testata lombarda. Su di lui tante leggende metropolitane ma che la dicono lunga sulle sue capacità investigative e sul suo giornalismo d’inchiesta. Autore di celebri scoop nel campo della cronaca giudiziaria, fino a quando è rimasto in attività come inviato del Giornale è stato per il suo lavoro – si raccontano – il giornalista più perquisito e intercettato d’Italia. Insomma, un vero mastino da guardia sulla porta del potere e al servizio totale dei suoi lettori.
Nel 2010 diventa poi la “firma” e il “nome” e più letto sui giornali italiani. È l’anno in cui firma l’inchiesta che ha segnato giudiziariamente la storia politica della seconda repubblica: la casa di Montecarlo di Fini e Tulliani.

Gian Marco Chiocci

E pare sia stata proprio quell’inchiesta così perfetta e così completa a convincere l’editore del Tempo, Domenico Bonifaci, ad assumerlo nel 2013 come direttore nel quotidiano, lo stesso dove Gian Marco Chiocci aveva iniziato appena ragazzo 20 anni prima.
Nella redazione di piazza Colonna, Chiocci rimane 5 anni, ma è quanto basta per rianimare un giornale che sembrava già morto e senza copie, e lasciandolo a 17mila copie attraverso scoop, inchieste, battaglie, campagne controcorrente, storiche copertine e innovazioni. È merito suo se oggi l’Italia si è innamorata di un grande vignettista come Osho. Una carriera insomma costellata da tantissimo lavoro di strada, tantissima gavetta, e tantissimi successi. Ora arriva al Tg1, e tutti naturalmente già si domandano come cambierò la narrazione della storia di questo Paese. Lo vedremo e lo capiremo già dalle sue prime battute. L’uomo non finisce mai di meravigliarci. In bocca al lupo direttore da tutta la Redazione di Giornalisti Italia. (giornalistitalia.it)

Pino Nano

Pippo Marra: “Gianmarco ha scritto
un tratto importante di Adnkronos”

«A Gian Marco Chiocci vanno le congratulazioni più convinte e sincere per la recente nomina a direttore del Tg1». Così l’editore dell’Adnkronos, Pippo Marra, dopo la sua nomina di Chiocci al vertice del telegiornale della rete ammiraglia della Rai.

Pippo Marra

«Nei quasi 5 anni passati alla direzione della nostra agenzia Adnkronos – sottolinea Pippo Marra – ha raccontato con passione, autorevolezza e oggettività quanto accaduto nel nostro Paese e nel mondo in un periodo storico segnato dalla più grave emergenza sanitaria globale degli ultimi decenni, sempre nell’assoluto rispetto della notizia, dei fatti e dei lettori».
Ma Pippo Marra va molto oltre: «Riuscendo ad interpretare efficacemente, con l’autonomia che compete ad un direttore di vaglia come Chiocci, ha contribuito con successo a scrivere un tratto importante dei 60 anni di storia della nostra Agenzia. A lui – conclude l’editore dell’Adnkronos – vanno i migliori auguri di ogni successo in questo nuovo e prestigioso incarico, dove sono certo saprà svolgere il suo ruolo in maniera impeccabile al servizio esclusivo della principale testata giornalistica della televisione italiana». (giornalistitalia.it)

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