Antonello Capone: “Io di Stampa Libera e Indipendente eletto con Prima la Salute!”

Casagit: Lombardia, il valore della diversità

Antonello Capone nella redazione centrale della Gazzetta dello Sport

Antonello Capone, 58 anni, nell’Ufficio Centrale de La Gazzetta dello Sport. Ha ottenuto in Lombardia 499 voti

MILANO – “Prima la Salute!” si sono detti tredici candidati della Lombardia alla Casagit di estrazione politica diversa e trasversale. E tutti i tredici sono stati eletti tra i diciannove delegati per il prossimo quadriennio della Cassa sanitaria dei giornalisti italiani. Con schiaccianti numeri nelle preferenze: i tredici sono tra i primi quindici e nel riepilogo dei risultati pubblicato a fondo pagina se ne può valutare la realtà. Soltanto gli apprezzati Elena Golino e Paolo Costa sono riusciti ad inserirsi. Ma pure chi è arrivato dopo o non ce l’ha fatta ha immense qualità da non trascurare, anzi da sfruttare per il bene comune. Essere “delegati” vuol dire essere “delegati di tutti”. E più sostegno e collaborazione un delegato trova, meglio svolge il suo compito. Le elezioni sono finite, ora è un altro giorno.
Dall’assemblea del 4 luglio dovrà uscire una Casagit capace di intercettare ancor più i bisogni e le peculiarità di tutti, nel governo nazionale e nelle consulte. Chi si è impegnato per la Casagit è come un medico o un carabiniere o un parroco: sempre in servizio. Eletti o non eletti, non deve fare differenza. Tutti siamo “eletti” a dare il massimo. Perché ne abbiamo la capacità. Ed escludere o escludersi è tremendo, oltre che nocivo per la categoria.
CasagitTra i tredici di “Prima la Salute!” ci sono anch’io che rappresento Stampa Libera e Indipendente in Lombardia. Ho voluto con me Stefano Biolchini del comitato di redazione del Sole 24 Ore perché ci unisce un forte feeling. E l’amalgama tra i tredici è cresciuta come il lievito madre: basta alimentarlo con sapienza giorno per giorno. Che potessimo fare il botto lo abbiamo sognato, ma quando è avvenuto ci siamo accorti che il fragore è ancora più intenso di quanto si potesse immaginare. Perché una cosa del genere non era mai accaduta. Un risultato spiazzante. Che non deve far temere, bensì essere considerato ricchezza per tutti. E di tutti.
Ma perché è nata la lista civica di tredici anime diverse? Perché in Lombardia anche sulla salute (che è neutra e dovrebbe superare tutti gli steccati in quanto bene supremo) i veti, i rancori e la mancanza di serenità e lungimiranza hanno mandato a monte tutte le possibilità di andare al voto con un gruppo largo, con la cosiddetta “lista unica”. Cosa accaduta nella precedente tornata elettorale, che pur aveva dato risultati positivi.
Stavolta non è bastato dichiarare gli intenti, sottoscrivere un documento “della maggioranza”, condiviso da una vasta platea, anche da chi “maggioranza” non era in senso stretto, ma lo è stato nel governo della Casagit. Si è arrivati al “Tu sì” “Tu no” del più classico dei caporalati. “Poi ci contiamo”, dichiarò muscolarmente chi si sentiva fortissimo e sceglieva ed escludeva. E la conta per costui è impietosa. Ma non bisogna per questo infierire. Anzi, è il momento di riunire le forze e dare vigore anche a chi è, di colpo, debole. Come fa la Casagit, che è solidale.
LombardiaUna cosa è certa: sarebbe davvero assurdo bollare come “golpe” quello dei tredici. E incauto e irresponsabile non scendere alla vera radice di questo risultato tanto clamoroso. Questo exploit serve da test sui battiti del polso della base, forse un tantino trascurata da chi non si è registrato con il fuso orario di meridiani e paralleli violentemente risistemati da una realtà economica, sociale e professionale tremenda.
Gli elettori, pensando solo alla salute, hanno scelto tredici teste pensanti, dichiaratamente e sfacciatamente diverse tra loro, credibili, che hanno presentato un programma chiaro e fattibile sul sistema di integrazione della Casagit a quello del Servizio sanitario nazionale. Tredici teste per un blocco con nomi e cognomi che hanno condotto una campagna elettorale e di voto lineare e senza sgambetti. Che non hanno fatto finta di essere uguali, anzi hanno elevato la diversità a qualità. Proprio nella diversità delle teste sta il fattore determinante del successo. E chi ritiene che l’affermazione porti adesso al pensiero unico (e sovversivo) e quindi combatta i tredici anche alla cieca e con livore, facendo della diversità una colpa, è destinato a patire ulteriori delusioni.
Ma soltanto chi fa della divisione e dell’esclusione il parametro delle sue scelte può pensare che “Prima la Salute!” punti a diventare “partito contro”. Contro chi? Contro noi stessi? Ma ci rendiamo conto di quanti giornalisti, pur assunti (e molti in enti pubblici), sono fuori dalla Casagit? Abbiamo contato quanti colleghi pur operosi e impegnati non hanno il reddito minimo per potersi permettere l’ingresso in nessuno degli attuali quattro profili?
Profili CasagitLa popolazione di assistiti Casagit (che comprende anche i familiari) è di 50 mila persone. Ci siamo resi conto che i pensionati sono in continuo aumento (8.774 nel 2016, erano 8.450 nel 2015) e vanno considerati non un peso o un costo, ma anzi una risorsa? Anche perché il loro apporto contributivo diventa sempre più “pesante” per le casse: infatti, gli attivi (13.846 contrattualizzati e 2.642 volontari) diminuiscono in misura doppia (600) rispetto all’aumento dei pensionati (300) a dimostrazione della crisi che attanaglia il settore. Ma tanti sono stati i giornalisti esclusi da questo voto alla Casagit e dalle prestazioni. Anche a loro dobbiamo pensare, affinché l’istituto non venga visto come privilegio di pochi per pochi.
Infine, non bisogna dimenticare i segnali che sono venuti dal voto al di là della sorpresa lombarda. Su 80 delegati, 30 sono nuovi: un ricambio considerevole. In Lombardia differenti 11 su 19: la consulta con maggiori new entry. Ma anche le Marche portano 2 nuovi su 2 e non posso non rallegrarmi per il successo travolgente di Stampa Libera e Indipendente che conferma il pieno anche in Calabria e Molise, ottiene il primo posto in Sicilia e contribuisce all’elezione di delegati in Piemonte e altre regioni.
CasagitIl voto ha determinato altri esiti di non poco conto che dovrebbero essere valutati con maggior profondità: per varie motivazioni non riescono ad essere rieletti come delegati quattro fiduciari uscenti: in Piemonte (la regione del presidente Daniele Cerrato), Marche, Molise e Puglia (regione con maggior numero di votanti in percentuale assieme alla Basilicata, quasi il 70% degli aventi diritto), anche se va evidenziato che nelle ultime due regioni tutti gli eletti sono comunque espressione della maggioranza federale.
Le donne elette sono 29 su 80 delegati: veniamo da un quadriennio in cui la ricerca della parità di genere è stata una battaglia di molte colleghe e colleghi. Il nostro sistema elettorale non può garantire le quote rosa, ma dobbiamo avere la maturità di considerarci tutti donne e tutti uomini, perché la testa non ha genere. Se è pensante. Che, se poi la pensa diversamente, non è da decapitare. (giornalistitalia.it)

Antonello Capone

I RISULTATI DELLE ELEZIONI CASAGIT IN LOMBARDIA
Aventi diritto al voto 6841 (6914 nel 2013)
Votanti 1457 (949) pari al 22,48% (13,73%)
(13 preferenze per eleggere 19 delegati e 5 membri della Consulta regionale)
761 MUSCAU Costantino 06/07/1947 (eletto delegato nazionale)
660 GARIBOLDI Carlo Ercole 31/01/1964 (eletto delegato nazionale)
651 GIULIANI Gianfranco 16/05/1962 (eletto delegato nazionale)
516 D’AMICO Paola 26/10/1961 (eletta delegata nazionale)
499 CAPONE Antonello 03/03/1959 (eletto delegato nazionale)
447 GOLINO Elena 12/09/1957 (eletta delegata nazionale)
441 EBOLI Vittorio 18/09/1978 (eletto delegato nazionale)
439 SANSONETTI Vincenzo 15/02/1952 (eletto delegato nazionale)
438 BIOLCHINI Stefano 04/05/1970 (eletto delegato nazionale)
428 BERRETTA Cristina 06/01/1956 (eletta delegata nazionale)
419 ZILIO Maria Matilde 12/09/1959 (eletta delegata nazionale)
419 COSTA Paolo 30/03/1961 (eletto delegato nazionale)
418 BERRA Maria Sabina 26/03/1964 (eletta delegata nazionale)
414 MICARDI Federica 30/07/1968 (eletta delegata nazionale)
411 ESPANET Luisa 18/09/1947 (eletta delegata nazionale)
389 PIRANI Fernanda 29/04/1959 (eletta delegata nazionale)
371 BISAZZA Barbara 28/11/1967 (eletta delegata nazionale)
351 BARSOTTINI Laura 26/01/1964 (eletta delegata nazionale)
344 SAPIENZA Tiziana 23/05/1977 (eletta delegata nazionale)
336 RHO Edmondo 01/03/1957
316 GALLIZZI Michelangelo 30/04/1945
312 LIBELLI Marco 02/11/1962
309 MODESTI Giuliano 19/05/1948
292 FILIPPINI Maria Antonietta 30/06/1953
290 MAGOSSO Renzo 06/05/1947
290 NICASTRO Andrea Marco 26/09/1965
287 GOLFARI Silvia 11/02/1959
285 AFFINITO Domenico 01/05/1971
230 RAPPELLINO Paolo 31/03/1975
184 BOLOGNINI COBIANCHI Aldo Marco 01/07/1963
168 GIUZZI Cesare Angelo 10/03/1980
152 GRANDI Annalisa 20/07/1983
146 SCALETTARI Luciano 20/03/1961
131 FAUSTINELLI Margherita 12/12/1963
124 GANDOLA Giorgio 01/02/1958
106 FEDELE Furio 10/04/1959
70 ALBERTI Giuseppe 23/02/1946
67 BARBERI Massimo 17/03/1972
66 TRAVE Susanna 01/04/1957
53 CANTU’ Antonio 09/12/1968
45 FORNI Monica Maria 26/10/1966
42 TROPEA Giuseppe 29/05/1938
25 GOLDMANN Isabella 12/01/1957

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