Cpj chiede un’indagine sull’omicidio del giornalista e notizie sul collega irreperibile

Yemen: giustizia per Aydah e verità su al-Ruhani

L’autovettura di Mohammed Aydah fatta esplodere con un ordigno che ha ucciso il giornalista nella città di Al-Mukalla nello Yemen

WASHINGTON (Usa) — Il Comitato per la Protezione dei Giornalisti chiede al governo yemenita riconosciuto a livello internazionale di avviare un’indagine immediata e trasparente sull’omicidio di Mohammed Aydah.

Mohammed Aydah

Aydah, corrispondente delle emittenti saudite Al-Arabiya e Al-Hadath, è stato ucciso mercoledì scorso dall’esplosione di un ordigno collocato sotto il sedile del conducente della sua auto nella città portuale meridionale di Al-Mukalla, nel governatorato orientale di Hadramout, nello Yemen.
Sebbene nessun gruppo abbia ancora rivendicato l’attentato, le autorità di sicurezza di Al-Mukalla avevano avvertito Aydah che la sua vita era in pericolo, senza però fornire ulteriori dettagli.
Alla fine del 2018, Aydah era stato inseguito e quasi arrestato da membri armati del gruppo Houthi nella capitale yemenita Sana’a.

Mohammed Aydah

«Le minacce ricevute da Aydah, unite al ritrovamento di un ordigno esplosivo nella sua auto, suggeriscono fortemente – afferma Sara Qudah, direttore del Cpj per il Medio Oriente e il Nord Africa – che si sia trattato di un omicidio mirato, a dimostrazione degli estremi pericoli che i giornalisti yemeniti affrontano nel loro lavoro in una delle zone di conflitto più pericolose al mondo».

Sara Qudah (Cpj)

«Un’indagine trasparente – sottolinea Qudah – che porti i responsabili davanti alla giustizia è essenziale non solo per garantire la giustizia nel caso di Aydah, ma anche per proteggere i giornalisti in tutto lo Yemen».
L’omicidio mirato segue i recenti cambiamenti politici in Yemen, tra cui la temporanea presa di potere del governatorato di Hadramout, ricco di petrolio, da parte del Consiglio di transizione del Sud, sostenuto dagli Emirati Arabi Uniti, nel dicembre 2025, per poi perdere il controllo della regione a favore delle forze sostenute dall’Arabia Saudita, prima del suo scioglimento definitivo nel gennaio 2026. Dal 2024, almeno 33 giornalisti yemeniti sono stati uccisi da Israele, dagli insorti Houthi e da Al-Qaeda nella penisola arabica.

Salah al-Din Ali al-Ruhani

Da ricordare che, tre mesi fa, il giornalista yemenita Salah al-Din Ali al-Ruhani è stato arrestato dagli Houthi a Sana’a e da allora non si hanno sue notizie. Il Sindacato dei Giornalisti Yemeniti ha dichiarato che la casa di al-Ruhani è stata perquisita da membri degli Houthi, che lo hanno rapito, interrogato per quattro ore e portato in un centro di detenzione, dove è tuttora trattenuto senza accuse formali. (giornalistitalia.it)

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