Il sindaco non vuole spendere un euro, ma comandare senza alcuna responsabilità...

Vicenza: Comune cerca radio gratis e senza rischi

Francesco Rucco, sindaco di Vicenza

VICENZA – È un radiogiornale “a costo zero” l’ultima frontiera del Comune di Vicenza. Informazione “a costo zero” non solo nel senso di offrire gratuitamente un servizio ai cittadini, ma per garantirsi una cassa di risonanza senza costi, né rischi. Vediamo di che si tratta.
A spiegarlo è la collega Alessia Zorzan con un articolo pubblicato nelle pagine di cronaca del quotidiano “Il Giornale di Vicenza”. «Cercasi “operatori (emittenti) radiofonici che garantiscano la copertura dell’intero territorio comunale per la messa in onda non esclusiva, totalmente gratuita e senza alcun onere a carico dell’amministrazione comunale dei notiziari” che saranno “prodotti dal Comune attraverso il proprio ufficio stampa”. Questa la sintesi dell’avviso pubblico pubblicato da palazzo Trissino per avviare un nuovo progetto di comunicazione. Solo che per attuarlo – spiega Il Giornale di Vicenza – serve una radio, che metta a disposizione lo spazio a titolo gratuito.

L’idea del Comune è di produrre due notiziari al giorno con contenuti “elaborati ad esclusiva responsabilità e discrezione dell’amministrazione comunale” e inerenti attività istituzionali. La trasmissione deve avvenire “a titolo gratuito” e sarà concessa “a condizione che la linea editoriale e i palinsesti risultino consoni con la trasmissione di comunicazione istituzionale, a totale ed assoluta discrezione dell’amministrazione comunale”.
Non basta dunque dedicare uno spazio, ma è necessario che la linea editoriale passi l’esame di palazzo Trissino. Chi risponderà all’appello dovrà anche provvedere a realizzare, sempre a titolo gratuito, “una sigla dedicata in via esclusiva al notiziario. La sigla dovrà essere preventivamente autorizzata dall’amministrazione comunale”.
Inoltre, è richiesto che sia messo a disposizione del Comune “un server (anche in remoto) per la gestione del montaggio del notiziario, da mandare in onda attraverso regia automatica; realizzare un promo rubrica da mettere in onda durante la settimana”. Infine l’emittente dovrà “fungere, con assunzione di ogni conseguente responsabilità, nessuna esclusa, da editore giornalistico”, mentre “il direttore responsabile del notiziario sarà individuato all’interno dell’ufficio stampa del Comune”». Fin qui Il Giornale di Vicenza.
Alcune considerazioni sono d’obbligo. Per quale motivo o per quale interesse un’emittente radiofonica dovrebbe farsi cassa di risonanza del Comune di Vicenza rimettendoci di tasca propria e accollandosi tutte le responsabilità penali e civili derivanti dalla messa in onda di un notiziario ad usum delphini del sindaco?

L’articolo pubblicato da “Il Giornale di Vicenza” a pagina 11

Il sindaco Francesco Rucco, 45 anni, alla guida di un’amministrazione di centrodestra (Idea Vicenza, Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia), è anche presidente della Provincia di Vicenza e di professione fa l’avvocato. Ha tenuto per sé la delega per l’informazione e la comunicazione istituzionale ed evidentemente non pensa che, oltre a quanto già evidenziato, la sua pretesa contenga anche un pugno in faccia agli editori, costretti a fare salti mortali per tenere in vita le emittenti, ed ai giornalisti, privati da un’opportunità di lavoro che, appunto, un notiziario radio potrebbe assicurare. Senza contare l’ulteriore, singolare pretesa relativa al “direttore responsabile del notiziario” che “sarà individuato all’interno dell’ufficio stampa del Comune” per dirigere il notiziario di un’emittente che – gratuitamente – dovrà “fungere, con assunzione di ogni conseguente responsabilità, nessuna esclusa, da editore giornalistico”.
Una domanda sorge spontanea: il sindaco Rucco non ritiene sia dovere di un’amministrazione pubblica rispettare il lavoro altrui, che non essendo un hobby va regolarmente retribuito, ma soprattutto offrire opportunità di lavoro a giornalisti, editori e cittadini tutti che, pagando regolarmente tasse e tributi, gradirebbero avere nel Comune un alleato, un amico, non l’ennesimo sfruttatore? (giornalistitalia.it)

 

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