Stop all’intervista a Varani, mentre Di Maio e Fico difendono Nicola Morra

Viale Mazzini censura anche Rai Storia

L’intervista di Franca Leosini a Luca Varani nel carcere di Teramo, realizzata nel 2016 per “Storie maledette” di Rai 3, è stata cancellata dal palinsesto di Rai Storia

ROMA – Scoppia un nuovo caso in Rai: al centro delle polemiche finisce l’intervista a Luca Varani, condannato come mandante dell’aggressione a Lucia Annibali, realizzata per Storie maledette nel 2016 da Franca Leosini e prevista per oggi alle 14.05 su Rai Storia, nell’ambito di una giornata dedicata all’impegno contro la violenza sulle donne. Dopo la levata di scudi di Pd e Iv, Rai Cultura l’ha tagliata dal palinsesto «per non urtare la sensibilità delle vittime e dei telespettatori».
Continua, intanto, la disputa sulla vicenda Nicola Morra: il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, difende il presidente dell’Antimafia (“Si è scusato” per le frasi sul presidente della Regione Calabria, Jole Santelli, morta un mese fa) e il presidente della Camera, Roberto Fico, bolla come “gravissimo errore” da parte della tv pubblica averne bloccato la partecipazione venerdì sera a Titolo V.
Tra i primi a insorgere contro la messa in onda dell’intervista a Varani, il segretario della Vigilanza, Michele Anzaldi (Iv), che aveva parlato di “scelta incomprensibile, sbagliata e irrispettosa”. Sulla stessa linea Matteo Renzi (“Sto dalla parte di Lucia Annibali senza se e senza ma. Credo che questa decisione della Rai sia una vergogna”) e Andrea Romano, mentre la senatrice del Pd Valeria Valente, presidente della commissione Femminicidio, aveva invocato l’intervento della Vigilanza.

Lucia Annibali

Di qui la decisione di Rai Cultura di tagliare l’intervista a Varani, pur inserita in un palinsesto dedicato a «ribadire il rifiuto incondizionato di ogni forma di violenza». Peraltro, precisa Rai Cultura, il colloquio della Leosini con Varani era «un’intervista senza sconti e senza nessun tipo di
compiacimento, che ribadiva – condannandola apertamente – tutta la gravità e la gratuità di un gesto criminale».
Resta alta la tensione anche sul caso Morra. Nella polemica entra oggi Di Maio: «Morra si è scusato per le sue parole su Jole Santelli», eppure «da giorni non si fa altro che attaccare lui, proprio mentre il presidente del Consiglio regionale della Calabria, Domenico Tallini, viene arrestato con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa e scambio elettorale politico mafioso». E il ministro degli Esteri si augura di vedere «Morra in Rai per rispondere a tutte le domande che i giornalisti vorranno fargli».

Nicola Morra

Con Morra si schiera anche Fico: «Assolutamente grave, gravissimo che il presidente dell’Antimafia entri in camerino per andare in trasmissione e gli dicano, “no, non puoi”. Non sta né in cielo né in terra. Spero che in Rai ammettano che è stato un grande sbaglio», è l’affondo a In mezz’ora su Rai3. «Per il futuro auspico che la Rai, ma tutte le televisioni, rispettino la rappresentanza dei cittadini e la legalità», gli fa eco il viceministro al Mise. Stefano Buffagni. che parla di “scempio” e definisce «intollerabile vedere in tv i vari Buzzi o il figlio di Riina», citando però episodi ascrivibili a precedenti vertici della tv pubblica.
Si smarca, invece, Renzi («Non so se ha sbagliato la Rai, su malati e Santelli ha sbagliato Morra»), mentre da Forza Italia Giorgio Mulè torna a stigmatizzare «l’indecente difesa di Morra e del suo abominio». (ansa)

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