CARACAS (Venezuela) – Il Collegio Nazionale dei Giornalisti del Venezuela (Cnp) ha presentato una valutazione critica sullo stato della libertà di stampa nel Paese, rivelando che nei primi tre mesi dell’amministrazione di Delcy Rodríguez sono state registrate 76 violazioni della libertà di espressione.
In particolare, denunciati: 18 detenzioni arbitrarie, 16 impedimenti alla copertura giornalistica, 15 espulsioni di corrispondenti stranieri, 9 episodi di molestie, 4 intimidazioni e 4 chiusure di emittenti radiofoniche. Ed ancora: oltre 50 media digitali bloccati e 20 giornalisti e operatori dell’informazione sottoposti a procedimenti giudiziari senza esito, con misure cautelari che ne limitano movimenti e diritti civili.
L’associazione dei giornalisti avverte che, nonostante la retorica di apertura e riconciliazione promossa dal potere esecutivo, la pratica del giornalismo continua a scontrarsi con barriere sistemiche che impediscono ai giornalisti di svolgere il proprio lavoro in modo libero e sicuro.
Secondo la dettagliata documentazione compilata dalle sezioni regionali del Cnp, il modello degli attacchi si è evoluto verso forme di pressione più sofisticate. Tra gli episodi più frequenti figurano le “restrizioni di accesso” agli eventi pubblici e le minacce dirette tramite piattaforme digitali.
Il Collegio Nazionale dei Giornalisti del Venezuela sottolinea che «queste azioni mirano a creare un effetto dissuasivo sui giornalisti, favorendo l’autocensura su questioni delicate come la crisi dei servizi pubblici o i procedimenti giudiziari derivanti dalla Legge sull’amnistia».
Un elemento allarmante evidenziato nel rapporto è la persistenza delle molestie giudiziarie. L’associazione dei giornalisti denuncia che «il sistema giudiziario continua a essere utilizzato per intimidire coloro che diffondono informazioni critiche» e a questo proposito, evidenzia che «la detenzione e il perseguimento penale dei giornalisti con accuse tecnicamente complesse non solo colpiscono il singolo individuo, ma costituiscono anche una “forma di vittimizzazione istituzionale” che viola il diritto di tutta la società all’informazione».
Il Collegio Nazionale dei Giornalisti del Venezuela rivolge, infine, un appello urgente all’amministrazione Rodríguez affinché «garantisca protocolli di protezione per gli operatori della stampa e ponga fine all’uso di una retorica stigmatizzante da parte di chi detiene il potere».
Per il Cnp, infatti, «non si può parlare di normalizzazione democratica finché i programmi vengono sospesi e i giornalisti rischiano accuse penali semplicemente per aver svolto il proprio lavoro» perché «senza libertà di espressione, non c’è democrazia possibile». (giornalistitalia.it)





CONVENZIONI


