Urbano Cairo

MILANO – «Siamo reduci da una stagione tv eccezionale e strepitosa. I risultati hanno riportato La7 a livelli superiori anche rispetto al 2012-2013. Un record assoluto da quando La7 esiste».
Cosi Urbano Cairo, presidente di Cairo Communication,  presentando oggi a Milano il palinsesto della rete.
«Abbiamo motivo di essere particolarmente soddisfatti. Il palinsesto del primo semestre è iniziato a novembre quando è arrivato Giletti con ‘“Non è l’Arena”, poi Purgatori con “Atlantide” pure è partito a novembre. Quindi, dalla seconda settimana di novembre, il palinsesto era perfettamente schierato», ha evidenziato Cairo, che aggiunge: «Per la prossima stagione confermiamo la squadra».
«Per noi era fondamentale – incalza il patron de La7 – confermare una squadra che ha  fatto benissimo, ha fatto grandi risultati. Certamente il tema della politica, di come viene gestita la cosa pubblica, sarà ancora importantissimo».
«Nel 2007 la tv per l’85% era delle sette reti principali, Rai, Mediaset e La7. Oggi – prosegue Cairo – quell’80% si è ridotto di un terzo ed è sceso al 50%. In questa riduzione, La7 dal 2,9% che aveva nel 2007, ma anche nel 2010, è cresciuta in questo primo semestre al 3,9, quindi ha fatto un terzo in più. Viceversa la Rai che era al 41% è calata a poco meno del 30%. Mediaset, che aveva poco meno del 40%, è calata al 25%. Quindi numeri incredibili dove La7 cresce di un punto percentuale, mentre le altre reti, Rai e Mediaset calano».
«Le scelte e la politica editoriale seguita – tiene a puntualizzare il presidente di Cairo Commiunication – ci ha dato ragione e continueremo confermando al 100% la squadra con qualche innesto, come lo scorso  anno abbiamo annunciato Giletti dopo l’estate. Continueremo a lavorare per il palinsesto di La7 che oggi è definito al 100%, ma che, chissà, potrà vedere qualche novità interessante».

CAIRO: «CI VUOLE PIÙ TUTELA DEL DIRITTO D’AUTORE»

«Io non sono mai d’accordo quando parliamo di aiuti di breve periodo, sostentamenti, che non vanno va bene. Dobbiamo capire come fare ad avere dei progetti di lungo periodo. Una cosa che va fatta a livello governativo è la tutela del diritto di autore».
Così Urbano Cairo, numero uno di Rcs e di Cairo Communication, ha risposto a chi gli ha ricordato l’allarme lanciato dall’Agcom che ha chiesto un intervento politico per l’editoria, che ha perso la metà dei ricavi in 10 anni.
«Noi abbiamo 3.600 giornalisti in Italia che scrivono pezzi che vengono saccheggiati dai social. Io credo che il diritto di autore debba essere tutelato molto di più: perché i libri hanno una situazione migliore che non la stampa quotidiana piuttosto che quella periodica?» ha chiesto Cairo.
«A me non interessa di avere degli aiuti di breve periodo, delle elemosine – ha concluso – non è quello il punto».
Il punto, per l’editore del Corriere della Sera, è che che ci sono “sono aziende che hanno migliaia di dipendenti” il cui lavoro non è tutelato da copyright. (agi)

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