AL-TAYRI (Libano) – Nonostante il cessate il fuoco, la giornalista libanese Amal Khalil è stata uccisa in un attacco israeliano mentre era impegnata a documentare una missione umanitaria. Si trovava, insieme alla fotoreporter Zeinab Faraj, nei pressi della città di Al-Tayri, nel sud del Libano, quando l’esercito israeliano ha sferrato l’attacco colpendo il veicolo che precedeva l’auto in cui viaggiavano.
Le due donne si sono rifugiate nel più vicino edificio che, a sua volta, è stato oggetto di un nuovo attacco. I soccorritori, giunti sul posto quattro ore dopo, sono riusciti a estrarre dalle macerie Faraj, che ha subito una ferita alla testa, mentre Khalil è morta sotto le macerie causate dai bombardamenti israeliani. In merito, il Ministero della Salute ha denunciato che «l’esercito israeliano ha impedito il completamento della missione umanitaria sparando una granata stordente e proiettili veri contro l’ambulanza». Quando il corpo della giornalista è stato estratto dalle macerie purtroppo non c’era più nulla da fare.
Il primo ministro libanese Nawaf Salam ha affermato che «prendere di mira i giornalisti e ostacolare le operazioni di soccorso sono crimini di guerra, pertanto il Libano denuncerà i responsabili agli organismi internazionali competenti».
Secondo le autorità libanesi, oltre 2.400 persone sono state uccise in Libano da quando Israele ha lanciato un’offensiva in risposta al lancio di missili da parte di Hezbollah contro Israele. Nella giornata di oggi Libano e Israele si incontreranno sotto l’egida degli Stati Uniti nel tentativo di porre fine agli oltre sei settimane di combattimenti tra Israele e Hezbollah. Nell’occasione il Libano chiederà una proroga di un mese del cessate il fuoco.
Il Comitato per la Protezione dei Giornalisti (Cpj) esprime indignazione per il fatto che le Forze di Difesa Israeliane (Idf) abbiano preso di mira le giornaliste libanesi Amal Khalil e Zeinab Faraj ad Al Tayri. Anche il Cpj, che nell’immediatezza aveva denunciato che aver ostacolato operazioni di soccorso potrebbe configurare un crimine di guerra, si era detto allarmato dalle notizie secondo cui Khalil avrebbe ricevuto una minaccia di morte diretta, attribuita alle Idf, nel settembre 2024, sollevando seri dubbi su un attacco mirato.
Khalil, giornalista del quotidiano Al-Akhbar, e Faraj, fotoreporter freelance, erano entrambe in missione per documentare i recenti attacchi al villaggio meridionale di Bint Jbeil. Durante il tragitto, sono rimaste intrappolate sotto le macerie dopo che un bombardamento ha colpito direttamente l’edificio in cui si erano rifugiate, secondo quanto riportato da Al-Jadeed Tv, poco dopo un attacco a un veicolo civile sulla strada principale di Al Tayri. La distruzione e il fuoco diretto contro le ambulanze hanno impedito alle operazioni di soccorso di raggiungere il luogo dell’attentato.
Alla Croce Rossa è stato concesso un accesso limitato al sito, che rimaneva sotto il fuoco nemico. È riuscita a evacuare Faraj, che secondo quanto riferito ha riportato gravi ferite alla testa, e altri due civili rimasti uccisi, prima di essere costretta a ritirarsi a causa dei continui bombardamenti e del fuoco diretto contro le squadre e i veicoli di soccorso, secondo quanto riportato dai media. (giornalistitalia.it)








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