L’ex capo dei servizi slovacchi ammette: “Feci inseguire Kuciak su mandato di Kocner”

“Uccidere un giornalista per spaventare gli altri”

Jan Kuciak e la sua fidanzata, Martina Kusnirova, uccisi il 21 febbraio 2018

BRATISLAVA (Slovacchia) – L’ex capo del controspionaggio della Slovacchia ha confessato oggi in aula di aver seguito il reporter Jan Kuciak per conto dell’imprenditore Jan Kocner, che risponde di essere stato il mandante del duplice omicidio del giornalista e della sua fidanzata. Peter Toth ha ammesso di aver organizzato il pedinamento di Kuciak e di altri giornalisti, su ordine dell’imputato.
Secondo la sua testimonianza, Kocner criticava spesso i giornalisti e avrebbe sostenuto che bastava ucciderne uno per avere l’effetto di spaventare tutti gli altri. Le foto messe a disposizione dall’ex capo dei servizi sono servite ai sicari a commettere il delitto il 21 febbraio del 2018.
“Il pedinamento è durato tre, quattro forse cinque settimane”, ha detto Toth parlando alla terza giornata del processo che si svolge nel tribunale di Pezinok. “Kocner parlava di Kuciak con odio e volgarità”, ha continuato, indicandolo come mandante dell’omicidio ordito insieme alla complice Alena Zsuzsova.
Toth ha cominciato a collaborare con la polizia dopo l’arresto degli accusati. Aveva avuto l’ordine di seguire Kuciak nell’autunno del 2017. Oltre a Kuciak doveva seguire altre 28 persone. Per eseguire i suoi compiti, aveva ingaggiato un ex collega del Sis. Secondo il procuratore Kocner aveva ordinato l’omicidio di Kuciak per vendicarsi del fatto che il giornalista descriveva le sue attività economiche come illecite. (ansa)

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