Costretta a sporgere querela dopo l’ennesima intimidazione subita a Cassino

Tutti al fianco della giornalista Paola Polidoro

Paola Enrica Polidoro

CASSINO (Frosinone) – «Possiamo essere una comunità migliore, ci credo e ne sono certa. Sono sempre disponibile al confronto, ma sulle minacce non posso passare. Invito chi vuole confrontarsi sugli argomenti che riguardano la nostra città e non solo, a venire in redazione. La mia porta, al contrario di quelle di altri, è sempre aperta e un caffè è assicurato».

Il commento intimidatorio sotto il post pubblicato da Paola Polidoro su Cassino Notizie

La giornalista Paola Enrica Polidoro, direttore del quotidiano online Cassino Notizie, risponde, così, all’ennesima intimidazione che l’ha costretta a recarsi al Comando dei Carabinieri di Cassino per sporgere querela dopo aver ricevuto una minaccia tra i commenti ad un reel sul sequestro della Villa Comunale. «Ho ritenuto necessario far ricorso alle forze dell’ordine – spiega la giornalista – perché il clima di odio nel quale viviamo si sta esacerbando ed esprimere un pensiero, raccontare un fatto, diventa occasione di attacco sia personale che professionale da parte di profili senza volto, di mani ignote».
«Ciò che mi è stato scritto – spiega Paola Polidoro – va oltre la semplice critica al modo di raccontare una notizia: “Come dobbiamo fare per aprire il telefono e non sentirti più sparare… forse dovremmo rivolgerci ai banditi calabresi e sardi per farti sequestrare e metterti un nastro isolante sulla bocca?”. Una minaccia con riferimenti a un modus operandi ben specifico, con una intenzione ben evidente.
Questa è la mortificazione del diritto di informazione, il fallimento di una libertà di opinione e di pensiero che fin troppo viene sbandierata nei discorsi da propaganda e da evento in occasione di giornate dedicate ma che, di fatto, si risolve in una indifferenza quotidiana».
«Voglio ringraziare i colleghi che mi hanno espresso solidarietà e i cittadini che mi hanno scritto, ma anche chi ha preferito restare in silenzio, scegliendo di non prendere una posizione netta rispetto a un gesto tanto violento quanto indegno, seppur verbale, perché mi ricorda quanto sia importante continuare a fare ciò che faccio ogni giorno.

Paola Polidoro con la copia della querela presentata ai Carabinieri di Cassino

Perché raccontare ciò che accade ed essere presente è necessario anche in virtù di questa assenza e indifferenza scelta da chi dovrebbe invece rappresentare valori ben più alti. Si va avanti, a testa alta, affidandosi alle istituzioni e alle forze dell’ordine. Si va avanti consapevoli di avere una grande responsabilità e sapendo che, anche se per qualcuno può essere un fastidio da silenziare “sequestrando e tappando la bocca con il nastro adesivo”, continuerò a raccontare ciò che accade in maniera libera e trasparente».
«Piena solidarietà alla collega Paola Polidoro per l’ennesima, grave e inaccettabile intimidazione che le è stata fatta», viene espressa dal sindacato dei giornalisti Figec, che evidenzia l’intensificarsi dei tentativi di mettere a tacere una giornalista che non ha mai rinunciato a battersi per una società equa e giusta, libera e pluralista».
«Paola Polidoro – sottolinea la Figec – avrà sempre al suo fianco le persone libere che, come lei, credono nei valori veri della legalità e della giustizia, nel pluralismo e nella democrazia, e auspica che le forze dell’ordine e la magistratura facciano in fretta piena luce sull’episodio restituendo alla giornalista la serenità necessaria per svolgere il proprio lavoro senza intimidazioni e interferenze di sorta». (giornalistitalia.it)

 

 

 

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