Preoccupato, il Comitato per la protezione dei giornalisti scrive ad Erdogan

Turchia, Paese autoritario tra violenze e censure

ANKARA (Turchia) – Il Comitato internazionale per la Protezione dei Giornalisti (Cpj) ha scritto al premier turco Recep Tayyip Erdogan, esprimendo allarme per le recenti misure adottate da Ankara contro la stampa indipendente, misure che allontanano il paese “dai principi e dalle pratiche che definiscono una vera democrazia”.
Nella lettera, pubblicata oggi dai media di Ankara, il Cpj sottolinea che, “con la stampa turca già sottoposta a pesanti pressioni”, internet è diventato “uno strumento vitale per lo scambio di informazioni nel paese”.
Eppure è noto a tutti che nelle ultime settimane Twitter è stato vietato, Youtube bloccato ed è stata approvata una legge restrittiva sul web. Lo stesso Erdogan, come rileva il Cpj, ha minacciato di chiudere anche Facebook.
L’ong di New York cita, infine, l’imprigionamento di giornalisti – la Turchia è il Paese del mondo con più cronisti in carcere – e l’uso della violenza contro i rappresentanti della stampa che coprono manifestazioni.
Violenze e censure che, secondo il Cpj, “confermano il timore della comunità internazionale che la Turchia stia cadendo in un percorso autoritario”.

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