Il premier turco Erdogan

ROMA – La Germania protesta con la Turchia contro l’espulsione di tre corrispondenti tedeschi: una decisione che il ministro degli esteri, Heiko Maas, ha definito “inaccettabile”, aggiungendo che in Turchia ai giornalisti viene “impedito di svolgere il loro lavoro in libertà”.
I reporter, ai quali dieci giorni fa eran stato revocato l’accredito, o “tessera stampa” – che in Turchia corrisponde a un permesso di lavoro per il giornalista –, sono Joerg Brase, capo dell’ufficio della tv pubblica Zdf in Turchia, Thomas Seibert, del quotidiano Der Tagesspiegel, e Halil Gulbeyaz, di Ndr Tv, che ha cittadinanza sia tedesca che turca, e che ha già trascorso un anno in un carcere turco con l’accusa di “spionaggio”. I primi due si sono messi in viaggio, il terzo è già in Germania.
Il ministro Maas, parlando con il Tagesspiegel, ha ricordato che “senza una stampa critica non c’è libera democrazia. Continueremo a sostenere la causa della libertà dei giornalisti senza restrizioni, in Turchia come altrove”, ha aggiunto il capo della diplomazia tedesca.
Brase, di Zdf, alla Bbc ha dichiarato di aver potuto lavorare in Iran, ma non in Turchia, un Paese della Nato: “Noi crediamo che sia una strategia” in Turchia “l’aumento della pressione sui media stranieri. Dopo che il governo è riuscito a mettere a tacere più o meno tutti i media nazionali, adesso se la prende con quelli stranieri”.
Parlando all’Ap, Seibert ha lamentato di essere costretto a lasciare la Turchia dopo averci lavorato come corrispondente per 22 anni.
«È una cosa senza precedenti. Non era mai successo che il governo turco deliberatamente rifiutasse il rinnovo delle tessere stampa», ha detto il corrispondente del Tagesspiegel. (ansa)

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