Da sinistra: Ahmet Altan, Mehmet Altan e Nazli Ilicak

ISTANBUL (Turchia) – La Corte Suprema turca ha annullato l’ergastolo comminato nei confronti dei giornalisti Nazli Ilicak, Ahmet Altan e del fratello di quest’ultimo, intellettuale ed accademico Mehmet Altan, accusati di aver agito per conto della rete che realizzò il tentato golpe del 15 luglio 2016.
La sentenza della corte suprema alleggerisce la posizione in particolare di Mehmet Altan, contro il quale non sono state prodotte prove “sufficienti e convincenti”, scagionandolo de facto da tutte le accuse. Mehmet è l’unico imputato a non trovarsi in carcere, dopo che la corte costituzionale ha riconosciuto violazioni nella detenzione dell’accademico in attesa di giudizio definitivo.
Ad Ahmet Altan e Nazli Ilicak viene riconosciuto di non aver violato la costituzione, crimine per il quale erano stati ritenuti colpevoli, ma di aver agito intenzionalmente per aiutare l’organizzazione sovversiva Feto, che realizzò il tentato golpe del 2016, motivazioni che hanno portato al respingimento delle richieste di scarcerazione presentate dai due giornalisti.
Condannati nel febbraio del 2018 all’ergastolo, Mehmet fu liberato per decisione della corte costituzionale pochi mesi dopo. I tre furono accusati di aver costituito una piattaforma mediatica per conto della rete golpista accusata del tentato golpe del 2016. (agi)

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