Manifestazione spontanea davanti alla sede della Tgr. Figec Cisal: “Basta violenza”

Trieste abbraccia Sigfrido Ranucci e la Rai

La manifestazione spontanea di oggi a Trieste davanti alla sede della Tgr Rai Friuli Venezia Giulia

TRIESTE – Una cinquantina di persone hanno partecipato oggi, davanti alla sede Rai di Trieste, al presidio organizzato dai Cdr delle redazioni di lingua italiana e di lingua slovena della Testata Giornalistica Regionale del Friuli Venezia Giulia.

Sigfrido Ranucci

Tutti uniti nella solidarietà nei confronti del giornalista Sigfrido Ranucci, della sua famiglia, della redazione di Report e della Rai. Tra di loro dipendenti della sede, rappresentanti sindacali, esponenti delle istituzioni e della politica e cittadini comuni. Più di qualcuno ha chiesto che la mobilitazione vada avanti nei prossimi giorni con altre iniziative.
Il sindacato dei giornalisti Figec Cisal, presente alla manifestazione con il collega Andrea Lasorte, ha rilanciato l’appello dei consiglieri nazionali della Figec Cisal Andrea Bulgarelli (fiduciario di Trieste e coordinatore regionale), Renato D’Argenio (fiduciario di Udine) e Andro Merkù che, d’intesa con il segretario generale Carlo Parisi e il presidente Lorenzo Del Boca, hanno denunciato che «non è più solo il tempo della solidarietà, ma quello della tutela e dell’inasprimento delle pene per chi usa violenza nei confronti dei rappresentanti delle forze dell’ordine e dei giornalisti».

La manifestazione spontanea a Trieste

«L’informazione e il lavoro – ha, infatti, ricordato oggi la Figec Cisal – sono due diritti tutelati dalla costituzione e come tali devono essere garantiti. Chi usa violenza nei confronti dei giornalisti e delle forze dell’ordine deve andare subito in galera e ci deve rimanere per un bel po’». «Tolleranza zero – ricorda il sindacato dei giornalisti Figec Cisal – nei confronti di quanti, direttamente e indirettamente, usano la violenza fisica e verbale, la delegittimazione e la discriminazione per alimentare il clima di odio che ha pericolosamente avvelenato il nostro Paese». (giornalistitalia.it)
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