Ivan Golunov (foto da Facebook)

MOSCA (Russia) – Prima pagina identica per le tre principali testate in Russia in sostegno di Ivan Golunov, il giornalista investigativo di Meduza arrestato venerdì nel centro di Mosca con l’accusa di possesso di metanfetamine e di traffico su vasta scala. Kommersant, Vedomosti e Rbc aprono con il titolo “Io/Noi siamo Ivan Golunov” e sollecitano una inchiesta approfondita sul comportamento degli agenti di polizia coinvolti nel suo arresto che, si sottolinea negli editoriali, sembra essere “legato alle sua attività professionali”.
Sabato un tribunale di Mosca ha decretato due mesi di arresti domiciliari per Golunov, respingendo la richiesta dell’accusa e degli inquirenti per la detenzione in carcere. Il giornalista, che con le sue inchieste ha portato alla luce casi di corruzione a Mosca, ha denunciato, attraverso il suo avvocato, di aver riportato una commozione cerebrale, un ematoma e una costola rotta per gli abusi della polizia subito dopo il suo arresto.
“Non riteniamo convincenti gli elementi di prova presentati dagli inquirenti per dimostrare la colpevolezza di Ivan Golunov e le circostanze del suo arresto sollevano grandi dubbi sul fatto che la legge non sia stata violata durante l’azione investigativa. Non escludiamo che la detenzione e il successivo arresto di Golunov sia legato alle sue attività professionali”, scrivono in un editoriale congiunto dei direttori delle tre testate sottolineando che una risposta a tali richieste è “cruciale non solo per la comunità dei giornalisti in Russia ma anche per l’intera società”. “Chiediamo il rispetto della legge da parte di tutti e per tutti”.
L’avvocato difensore del giornalista, Pavel Chikov ha chiesto formalmente alla Commissione inquirente, che in Russia si occupa dei casi giudiziari di alto profilo, di indagare sull’origine delle contusioni del giornalista. Centinaia di persone sono rimaste in coda dopo il suo arresto per alternarsi, uno alla volta in modo da non infrangere la legge sull’organizzazione delle manifestazioni pubbliche, di fronte alla questura di Mosca, per protestare contro la sua detenzione.
L’arresto di Golunov è solo l’ultimo episodio di una serie di misure e azioni per inasprire il controllo sulla stampa. Il mese scorso, l’intero servizio politico di Kommersant, quotidiano controllato dal tycoon Alisher Usmanov, si era dimesso in sostegno del numero due del servizio Maksim Ivanov e dell’inviato Ivan Safronov, per un articolo in cui si anticipava un possibile cambio al vertice del Consiglio della Federazione, quindi la rinuncia alla carica da parte presidente della Camera alta del Parlamento, Valentina Matvienko.
L’iniziativa “Io/Noi siamo Ivan Golunov” lanciata insieme dalle tre testate è senza precedenti nella storia del giornalismo russo, come sottolinea Meduza, testata nata a Riga nel 2015, quando la maggior parte dei giornalisti di Lenta.ru si erano dimessi in protesta contro il licenziamento forzato della loro direttrice, Galina Timchenko in quello che era stato denunciato come “atto di censura”. (adnkronos)

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