La redazione di Bari esclusa dall’elenco delle sedi destinatarie delle ultime assunzioni

Tgr Puglia: la Rai non assume, è agitazione

Tgr Rai PugliaBARI – È una forte preoccupazione quella espressa, attraverso un comunicato, dall’Assemblea dei giornalisti della redazione Rai di Bari, esclusa dall’elenco delle sedi destinatarie delle ultime assunzioni di giornalisti che l’azienda di viale Mazzini ha realizzato e sta realizzando in tutta Italia acquisendo dalla graduatoria dell’ultimo concorso per la copertura della pianta organica.
«La sede Rai per la Puglia – spiegano i giornalisti della Tgr di Bari – soffre una carenza di organico giornalistico di tre unità sin dal 2008 e di due unità nella segreteria di redazione, conseguenza di esodi e pensionamenti mai del tutto reintegrati, oltre al pensionamento di telecineoperatori che erano parte integrante della redazione, con l’aggravante di assenze dal territorio relativamente alle aree di Taranto, Brindisi e BAT, dove negli anni passati operavano corrispondenti».
I giornalisti della redazione Rai di Bari ritengono «molto grave l’assenza permanente della Rai da Taranto, città al centro dell’attenzione nazionale ed europea per le notissime vicende legate alla riqualificazione dell’Ilva e al risanamento ambientale, e denunciano come contraddittoria ed inconciliabile tale situazione con la linea editoriale della Testata Giornalistica Regionale e le dichiarazioni di principio del Direttore generale, per cui “il ruolo dei territori è centrale per il servizio pubblico”».
«D’altra parte – incalzano i giornalisti – le condizioni di lavoro sempre più difficili che impediscono trasferte nell’ottica di un risparmio “a tutti i costi” rendono sempre più complesso e difficile il racconto del territorio a tutto vantaggio di una visione “Bari-centrica” assolutamente non condivisibile sul piano editoriale».
I giornalisti della Rai di Bari fanno, dunque, notare che «tutto ciò appare come una penalizzazione della Puglia, regione che più di altre della stessa dimensione esprime una produzione rilevante come conferma la costante presenza di servizi nei Tg, nei Gr, nelle rubriche e nei programmi nazionali. Una penalizzazione ingiustificata ed immeritata che crea un disagio che coinvolge la realtà sociale, culturale, economica e politica dell’intera regione».
Ragioni sufficienti a proclamare lo stato di agitazione, dando mandato al Comitato di redazione di «svolgere ogni azione utile al raggiungimento degli obiettivi fin qui esposti», chiedendo il pieno sostegno dell’Usigrai, dell’Assostampa e della Federazione Nazionale della Stampa Italiana.

I commenti sono chiusi.