Monteleone e Occhipinti scovano nuove incongruenze e tornano dal Guardasigilli

Strage di Erba: le Iene si appellano a Bonafede

La “Iena” Antonino Monteleone intervista il ministro Bonafede

ROMA  – Le “Iene” tornano ad appellarsi al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede per nuove incongruenze nel procedimento sulla strage di Erba, durante la quale, l’11 dicembre 2006, vennero assassinati a colpi di spranga e coltello tre donne e un bambino: Raffaella Castagna e suo figlio di due anni Youssef, la nonna del bambino Paola Galli e la vicina del piano di sopra Valeria Cherubini.
Antonino Monteleone e Marco Occhipinti hanno, infatti, scoperto che, a «occuparsi per la Procura delle intercettazioni date alla difesa di Rosa Bazzi e Olindo Romano per la strage di Erba, c’è una società il cui 40% è costituito da una società anonima svizzera: una circostanza che sarebbe assolutamente vietata dalla legge».
Tra l’altro, secondo le Iene, «a pesare ancora di più su tutta questa vicenda è l’assenza di un gran numero di intercettazioni».
«Un anno fa – ricordano – eravamo stati dal ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, portandogli i brogliacci che attestavano le mancanza di numerosi giorni di intercettazioni. Il ministro, esaminate le carte, aveva subito inviato gli ispettori alla Procura di Como».
Ma «le risposte date dagli ispettori al ministro non spiegano tutte le anomalie riscontrate in quelle intercettazioni, soprattutto quando si trovano dei brogliacci a cui corrispondono delle intercettazioni, cioè dei files audio che non si trovano più».

Olindo Romano e Rosa Bazzi

E poi «c’è un’altra questione che fa sorgere sospetti sulle intercettazioni mancanti di Rosa e Olindo: chi si è occupato, per conto della Procura di Como, di assemblare quelle intercettazioni in un cd da dare alla difesa in visto del processo?».
Da qui il nuovo appello a Bonafede: «Ministro perché una Procura si è avvalsa di una società che non sappiamo fino in fondo a chi appartiene nonostante sia vietato dalla legge? È possibile scoprire chi c’è dietro a quella società? era autorizzata ad operare nonostante il divieto di intestazione fiduciaria? Ma soprattutto che fine hanno fatto e cosa c’è su tutte quelle intercettazioni che ancora, nonostante l’ispezione del suo ministero, non si trovano?». (adnkronos)

L’INCHIESTA DI MONTELEONE E OCCHIPINTI PER “LE IENE”

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