L’Aeroporto “Guglielmo Marconi” di Bologna

BOLOGNA – Era stato condannato a 3 anni di reclusione per essersi reso responsabile, nel 2009, del reato di  bancarotta fraudolenta, e sul suo capo pendeva un ordine di  carcerazione emesso dalla Procura presso il Tribunale di Pistoia.
Tuttavia l’uomo, un cinese di 63 anni, era riuscito a rendersi irreperibile per oltre 2 anni. Almeno fino a ieri, quando personale dell’ufficio di frontiera della polizia di Stato in servizio presso l’Aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna, nell’ambito di mirati controlli preventivi predisposti al fine di contrastare il fenomeno dell’immigrazione clandestina, l’ha rintracciato e identificato, sbarcato da un aereo proveniente da Istanbul (Turchia).
L’uomo, che sosteneva di essere un giornalista di un emittente televisiva cinese, circostanza in corso di verifica, all’atto dei controlli ha mostrato un passaporto ordinario valido, appena emesso dalle autorità cinesi, ed una Carta di soggiorno a tempo indeterminato rilasciata dalla Questura di Prato.
In seguito a verifiche più approfondite, tuttavia, i poliziotti hanno  scoperto che a carico del cinese, resosi irreperibile da oltre 2 anni, pendeva l’ordine di carcerazione a 3 anni per bancarotta fraudolenta. Accertata la sua identità, l’uomo è stato condotto in carcere a  Bologna a disposizione dell’autorità giudiziaria. (adnkronos)

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