Se c’è un piano di riforma lo si metta sul tavolo in maniera chiara e trasparente

Siddi: “Liberare la Rai dai vincoli impropri”

Franco Siddi, segretario generale Fnsi

Franco Siddi, segretario generale Fnsi

ROMA – Quella delle indiscrezioni a getto continuo non è una politica. Tanto meno lo è se riguardano un’azienda di servizio pubblico.
Se davvero c’è un piano per riformare la Rai, lo si metta sul tavolo in maniera chiara e trasparente.
La Federazione Nazionale della Stampa, sindacato di tutti i giornalisti italiani, a quel punto, se ce ne sarà bisogno, sarà come sempre vicina ai colleghi del servizio pubblico e all’Usigrai nel sostegno di un vero progetto riformatore. Ogni discussione, sull’attuale tripartizione dell’informazione radio-televisiva e sul suo eventuale superamento, rischia di essere esercizio dialettico di un confronto per vie mediatiche (quasi per vedere l’effetto che fa) molto antico e neanche tanto utile.
Più che muovere le acque, serve sapere se c’è una ridefinizione di missione, un modello complessivo di riassetto, una prospettiva reale di futuro di un piano che si proietti nel tempo, garantisca l’autonomia e la forza del servizio pubblico, lo liberi da vincoli impropri e lo rilanci soprattutto sui filoni dell’informazione e della rappresentazione plurale della vita civile e culturale del Paese.
Da tempo la Fnsi, con l’Usigrai, è in prima linea nella richiesta di un riforma che parta dal superamento della legge Gasparri, dalla ridefinizione della governance aziendale, dalla valorizzazione del grande patrimonio umano e industriale dell’impresa.
Se, nel frattempo, ci saranno progetti aziendali di riordino, si mettano sul tavolo secondo le regole del confronto sociale da basare sul merito. Se saranno linee di riforma, per cambiare e potenziare, anche riqualificando la spesa laddove possibile e giusto, bene. Se saranno proposti indirizzi o disegni per comprimere o dissolvere il servizio pubblico, male.

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