L’Odg segnala il giornalista Cicelyn al Consiglio di disciplina. Serve massima responsabilità

“Sfido il coprifuoco”: a Napoli “Corriere” nella bufera

NAPOLI – Il presidente dell’Ordine dei giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli, ha inviato al Consiglio di disciplina la nota ricevuta dall’Unità di Crisi della Regione Campania relativa all’articolo pubblicato dal giornalista Eduardo Cicelyn sul Corriere del Mezzogiorno, dal titolo “Io, in giro con lo scooter contro i sovrani dello stato di emergenza. Sfido il coprifuoco e soprattutto sfuggo al panopticon di De Luca”.
L’Unità di Crisi Regionale ha, infatti, segnalato alla Prefettura di Napoli, «per ogni possibile conseguente azione, la gravità dei contenuti dell’articolo» pubblicato oggi, 21 marzo, in prima pagina e a pagina 5 del quotidiano edito da Rcs.
L’Unità di Crisi invita, pertanto, i cittadini della Campania al «rispetto delle leggi e dei divieti previsti dalle ordinanze nazionali e regionali emanate per contenere l’epidemia da Covid-19»  e ricorda che «i trasgressori sono puniti con l’arresto fino a tre mesi e con l’ammenda fino a 206 euro, secondo quanto previsto dal Codice Penale (art. 650)». Inoltre, l’ordinanza del presidente della Regione Campania, n. 15 del 13 marzo 2020,  impone, nel caso di spontanea dichiarazione confessoria di compiute violazioni, «l’obbligo immediato per il trasgressore di osservare la permanenza domiciliare con isolamento fiduciario, mantenendo lo stato di isolamento per 14 giorni, con divieto di contatti sociali».

Ottavio Lucarelli

Ma cosa ha scritto Cicelyn? «Ogni giorno alle 12,30 – si legge sul Corriere del Mezzogiorno – prendo lo scooter e per un paio d’ore vado a zonzo nella città deserta e bellissima. Non credo di far danno a nessuno. Non costituisco pericolo di contagio. Fingo di andare a far la spesa. Certo qualche volta mi fermo a far la fila al supermercato, ma una volta su quattro. Con la tessera di giornalista in tasca mi sento al sicuro da eventuali annunciatissime denunce».
Frasi che hanno scatenato la bufera perché, in una fase di emergenza nazionale come quella che stiamo vivendo, dai giornalisti ci si attente un’informazione responsabile che non spinga i lettori alla pericolosa emulazione.
«I nostri governanti – scrive ancora Cicelyn – dal mellifluo e iperdemocristiano Conte fino a De Luca, il Rambo dei decreti restrittivi, stanno lavorando con perfida determinazione alla sospensione di tutte le libertà individuali col consenso quasi unanime di media e pubblica opinione. Siamo agli arresti domiciliari perché chi ci governa ha scoperto che, come scriveva tanto tempo fa Carl Schmitt, sovrano è chi dichiara lo stato d’emergenza».
«Rivendico il diritto di un giornale ad ospitare le opinioni più urticanti anche in giorni drammatici come questi», replica il direttore del Corriere del Mezzogiorno, Enzo d’Errico, secondo il quale «quella di Cicelyn era una provocazione, forse ardita, ma destinata sostanzialmente a sollevare una riflessione sul tema delle libertà individuali al tempo del Coronavirus, argomento su cui del resto si sono cimentati pure autorevoli costituzionalisti».
«Poiché – sostiene d’Errico – il Corriere del Mezzogiorno è il luogo del confronto tra le diverse sensibilità politiche e culturali della Campania, domani pubblicheremo due pagine con le reazioni dei nostri lettori, la risposta di Cicelyn e un mio commento. Questa si chiama democrazia, non dimentichiamocelo».
Democrazia, però, non significa dare il cattivo esempio, magari per avere la possibilità di riempire due pagine su una provocazione voluta.
Rivendichiamo il diritto di essere “servizio pubblico essenziale”. Questo sacrosanto diritto, dobbiamo, però, difenderlo con serietà e professionalità. Facendo giornalismo vero. (giornalistitalia.it)

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