Provvedimento della Consulta dopo la condanna definitiva per truffa alle assicurazioni

San Marino sospende il giornalista David Oddone

San Marino

David Oddone

David Oddone

SERRAVALLE (San Marino) – Il Consiglio Direttivo della Consulta per l’Informazione, presieduto da Luca Pelliccioni, ha sospeso David Oddone, 37 anni, dal Registro dei Giornalisti della Repubblica di San Marino. La decisione è stata deliberata a maggioranza a conclusione dell’esame relativo al procedimento giudiziario a carico del caporedattore de La Tribuna Sammarinese che, nell’ottobre 2016, è stato condannato in via definitiva a 2 anni e 5 mesi di prigionia e 1 anno e cinque mesi di interdizione dai pubblici uffici e diritti politici per truffa alle assicurazioni.
A San Marino non è prevista la sospensione delle pene superiori a 2 anni e il comma 19 dell’articolo 5 della legge Belluzzi sull’informazione (211/2014) prevede che “il Consiglio Direttivo ha l’obbligo di cancellare dalla Consulta e dai registri (…) coloro che abbiano riportato con sentenza definitiva condanne penali che comportino interdizione permanente dai pubblici uffici. Nel caso di condanna che comporti l’interdizione temporanea dai pubblici uffici, l’iscritto è sospeso automaticamente durante il periodo di interdizione”.
pertanto, il caso è approdato alla Consulta per l’Informazione che, costituita dalla legge n. 211 del 14 dicembre 2014, al suo interno riunisce tutti gli operatori dell’informazione sammarinese.
Presa visione della sentenza definitiva a carico di Oddone, il Consiglio Direttivo della Consulta ha verificato la possibilità di sospendere il collega ex art. 5 della legge 211/2014. In quanto primo caso e avendo dei dubbi sull’interpretazione, si è deciso di rivolgersi ad uno studio legale (avv. Berti) per un parere formale, dopo aver recepito l’impossibilità di acquisirlo dall’Avvocatura dello Stato.
“Non potendo procedere, secondo parere legale, alla sospensione per interdizione dai pubblici uffici del collega (cui sono stati concessi i benefici di legge nella sentenza in appello con sospensione della sola interdizione)”, il Consiglio Direttivo della Consulta ha “tempestivamente inoltrato la pratica all’Autorità Garante per l’Informazione (in data 2 dicembre 2016) in quanto unico organo che per legge può irrogare sanzioni disciplinari, finanche alla cancellazione dai Registri. Il tutto esplicitando le perplessità relative ai paradossi ben sottolineati anche dal Commissario della Legge nel provvedimento cui si fa riferimento, nonché esprimendo preciso orientamento in relazione alla condotta del giudicato”.
Nel sottolineare l’impossibilità di valutare il “merito” del collega al momento dell’iscrizione, peraltro valutata positivamente dall’allora Commissione di Vigilanza, e “alla luce della stessa interpretazione dell’art. 5 della Legge 211/2014 fornita dal Commissario della Legge”, Alberto Buriani, che ha indicato la corretta applicazione della norma, il Consiglio Direttivo della Consulta per l’Informazione ha deciso di “riconsiderare la sospensione di David Oddone in funzione della condanna definitiva 139/2016, poiché “l’interpretazione offerta all’art. 5, comma 19, a sua volta, appare fuorviante perché muove dall’erroneo presupposto che la sospensione della pena interdittiva equivalga ad una non pena, se non che l’effetto estintivo della pena sospesa si verifica solo col decorso del tempo”.
La legge, infatti, “nel prevedere l’automatismo della sospensione, mira proprio ad impedire che possa essere iscritto chi ha riportato la condanna all’interdizione, a prescindere dalla relativa esecuzione, tant’è che l’effetto estintivo, anche in caso di cessazione della pena interdittiva, dipende dalla riabilitazione giudiziale o da un giudizio di meritevolezza successivo (art. 5, comma 16)”. (ex provvedimento di archiviazione 544/2016).
Nel commentare il provvedimento, l’avvocato Stefano Pagliai, difensore di Oddone, ritiene sia stato “nuovamente e gravemente calpestato lo Stato di Diritto” in quanto “la Consulta si era già, infatti, espressa nel dicembre del 2016 decidendo per la non sospensione di Oddone, sulla base del fatto che la condanna alla pena dell’interdizione era stata dichiarata sospesa dallo stesso Giudice che lo aveva condannato”.
Secondo l’avv. Pagliai “oggi, invece, sulla base di un’interpretazione della stessa normativa, offerta, in maniera non richiesta e non dovuta – in quanto contenuta in un provvedimento che riguardava tutt’altra vicenda – da parte di altro Giudice Inquirente si è ritornati sulla stessa questione decidendola in maniera diametralmente opposta”. Il difensore di Oddone ha, quindi, annunciato la volontà di impugnare la decisione dinanzi al Tribunale Amministrativo “denunciando tutte le molte irregolarità e forzature che hanno caratterizzato questa vicenda”. (giornalistitalia.it)

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