Il Cdr del Corriere della Sera bacchetta Cairo: non distribuisca il dividendo per 15 milioni

Sacrifici in redazione, utili in tasca agli azionisti

La storica sede del Corriere della Sera, in via Solferino a Milano

MILANO – «Abbiamo appreso con sorpresa che, nonostante la drammatica situazione in cui versa il Paese e la conseguente crisi economica che ci attende, il nostro editore ha deciso di proporre anche per quest’anno la distribuzione di un dividendo, per un esborso complessivo di oltre 15 milioni di euro. Riteniamo legittima la remunerazione del capitale di rischio, ma ci sono momenti in cui è necessario saperci rinunciare per il bene dell’azienda». Il Comitato di redazione del Corriere della Sera commenta, così, la decisione di Rcs sottolineando che, appunto, «questo è uno di quei momenti, vista la paurosa situazione che attraversa l’Italia e il sicuro impatto sui conti di tutte le aziende editoriali, in particolar modo per quanto riguarda le entrate pubblicitarie».
«Risulta, inoltre, incomprensibile – evidenzia il Cdr – dover constatare che l’annunciata distribuzione dei dividendi arrivi proprio mentre siamo alle battute finali di una trattativa con l’azienda che ha chiesto il prepensionamento di 50 colleghi. E negli stessi giorni in cui l’azienda avvia un massiccio piano smaltimento ferie per una redazione che, con grande fatica, sta riuscendo ogni giorno a garantire un’informazione di qualità su carta e web».

Urbano Cairo

Al tavolo della trattativa, il Cdr ha incontrato nei giorni scorsi anche il presidente di Rcs, Urbano Cairo, che ha rappresentato ai giornalisti «le difficili prospettive per i conti aziendali, chiedendo nuovi sacrifici alla redazione. Sacrifici che – afferma il Cdr – siamo pronti ad accettare con grande senso di responsabilità e anche perché la solidità dei conti Rcs ci fa stare in ansia. Forse più di quanto non sembri preoccupare il nostro editore».
I giornalisti del Corriere della Sera ribadiscono, però, che «nei momenti difficili, come quello che viviamo, un imprenditore non ha alcuna remora a rinunciare a qualcosa per salvaguardare l’azienda, che poi è la premessa di più solidi guadagni futuri. In questa fase 15 milioni, più che in dividendi, andrebbero spesi in investimenti per rafforzare il gruppo Rcs e il Corriere e affrontare in modo adeguato la profonda trasformazione che sta attraversando il settore dell’editoria». (giornalistitalia.it)

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