
Giovanna Francesca Russo, coordinatrice nazionale del Forum dei Garanti regionali e Garante regionale dei diritti delle persone private della libertà personale della Calabria
REGGIO CALABRIA – «Le mafie non terminano con una sentenza. Il carcere deve diventare un presidio avanzato della Repubblica, della legalità e della sicurezza democratica». L’avvocato Giovanna Russo, coordinatrice nazionale del Forum dei Garanti regionali e Garante regionale dei diritti delle persone private della libertà personale della Calabria, non usa mezzi termini in occasione dell’audizione in Commissione contro il fenomeno della ’ndrangheta, della corruzione e dell’illegalità diffusa del Consiglio regionale della Calabria.
«La Calabria – sottolinea Russo – può diventare la prima Regione italiana ad adottare una legge organica sull’Antimafia Penitenziaria e a costruire un modello innovativo di contrasto alle organizzazioni criminali negli istituti di pena».
Nel corso dell’audizione, nella quale sono stati presentati cinque allegati operativi, tra cui due proposte di legge regionale, l’avv. Russo ha ringraziato il Presidente del Consiglio regionale della Calabria, l’Ufficio di Gabinetto, il Presidente della Commissione anti ’ndrangheta e tutti i componenti per avere colto, durante l’audizione, «la portata strategica di una proposta che guarda al futuro del contrasto alle mafie e alla qualità della nostra democrazia».
«La Calabria – afferma Giovanna Russo – ha oggi l’opportunità di assumere un ruolo guida a livello nazionale, candidandosi a diventare la capitale italiana dell’Antimafia Penitenziaria. Non si tratta di un primato simbolico, ma di mettere a disposizione dell’Italia l’esperienza maturata in una terra che ha conosciuto la forza della ’ndrangheta e che può contribuire a costruire nuovi strumenti di prevenzione, sicurezza e legalità. Un lavoro interistituzionale necessario se non vogliamo delegare il potere dello Stato, delle sue istituzioni e delle leggi ai prevaricatori, ai prepotenti, peggio ai mafiosi».
La coordinatrice nazionale del Forum dei Garanti regionali dei diritti delle persone private della libertà personale ricorda che «l’Antimafia Penitenziaria nasce dalla consapevolezza che il carcere non rappresenta un luogo separato dal fenomeno mafioso. Le organizzazioni criminali hanno molto potere e lo sfruttano al fine di mantenere relazioni, comunicazioni e catene di comando anche durante la detenzione».
«Le mafie – ricorda Russo – si combattono con le indagini, con i processi e con le condanne, ma anche impedendo che possano rigenerarsi all’interno degli istituti penitenziari. Il lavoro svolto dalle forze di Polizia anche all’interno degli Istituti e dai nuclei speciali è encomiabile, ma adesso serve un cambio di passo e maggiore operatività tra diverse istituzioni».
Tra gli obiettivi della proposta figurano: la riconfigurazione di un impianto normativo regionale di settore competitivo nel contrasto delle mafie, il contrasto all’ingresso di droga, telefoni cellulari e strumenti di comunicazione illegale, la tutela del lavoro della Polizia Penitenziaria e di tutto il personale che opera negli istituti, la promozione della legalità, della ricerca, della formazione e della prevenzione.
«Insomma – incalza l’avv. Russo – una nuova cultura della sicurezza e dei diritti percepiti non più come concetti alternativi. Essi, sono due pilastri di una avanzata strategia democratica. Non esiste sicurezza senza diritti e non esistono diritti senza sicurezza».
La proposta punta alla creazione di una rete permanente tra Regione Calabria, Amministrazione Penitenziaria, Magistratura, Università, Forze dell’Ordine, sistema sanitario e Terzo Settore, con l’obiettivo di sviluppare un modello stabile di osservazione, prevenzione e contrasto alle infiltrazioni criminali negli ambienti detentivi.
«La Calabria – sottolinea Russo – può diventare il primo laboratorio nazionale di cultura operativa della legalità negli ambienti più difficili, contribuendo alla costruzione di una nuova politica pubblica capace di unire sicurezza, prevenzione, ricerca, trattamento e dignità della persona».
«La sfida – conclude Russo – è ambiziosa ma necessaria perché Il futuro dell’Antimafia passa anche dalle carceri. E il futuro delle carceri riguarda il futuro della nostra democrazia e delle nuove generazioni. La Calabria, insomma, è pronta a fare la propria parte e a diventare un punto di riferimento nazionale per una nuova cultura della legalità, della sicurezza e dei diritti». (giornalistitalia.it)







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