Giovanni Rossi, presidente Odg Emilia Romagna

BOLOGNA – L’uso della querela a scopo intimidatorio è purtroppo una pratica molto conosciuta dai giornalisti. I cronisti quotidianamente sono minacciati o vengono raggiunti da querele, spesso temerarie, che hanno il solo scopo di esercitare pressioni, intimorire soprattutto le realtà più piccole o i giornalisti precari. Realtà e colleghi per i quali una richiesta risarcitoria può trasformarsi in una mannaia.
Il dossier 2018 di Reporters sans frontieres ci colloca al 46esimo posto nel mondo come libertà di stampa: libertà minacciata non dalla faziosità dei giornalisti, come una narrazione quella sì faziosa vuol far credere, ma dalle minacce, intimidazioni e querele che la categoria subisce.
«In questi giorni l’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia-Romagna e l’Osservatorio regionale sulla professione – rivelano il presidente dell’uno, Giovanni Rossi, e la responsabile dell’altro, Emilia Vitulano, – hanno avuto la segnalazione di Estense.com, che ha ricevuto una richiesta risarcitoria di 100 mila euro dal segretario della Lega di Ferrara, Nicola Lodi. Motivo: una serie di articoli pubblicati dalla testata nella scorsa primavera in cui una testimone racconta di aver visto Lodi chiedere i documenti a un migrante davanti a una farmacia di Ferrara. Successivamente Estense.com pubblica la versione dello stesso Lodi e un video, realizzato dallo staff dell’esponente del Carroccio, in cui lo stesso interrogava alcuni stranieri che avevano abusivamente occupato il Palaspecchi».
«A maggio – spiegano Rossi e Vitulano – i legali di Lodi inviano una lettera alla redazione di Estense.com in cui vengono contestati tutti gli articoli, con una richiesta risarcitoria prima di 50 e poi di 100 mila euro. In agosto il sostituto procuratore ha chiesto l’archiviazione precisando che l’episodio riportato “non travalica in alcun modo i limiti di pertinenza ad un fatto di oggettiva rilevanza pubblica e di continenza verbale nell’esposizione dei fatti”. Il pm addirittura giudica privi di “un grado di attendibilità adeguato i testimoni citati da Lodi perché legati a lui da stretti rapporti di amicizia e di colleganza politica”. Eppure, riferisce Estense.com che Lodi si è opposto alla richiesta di archiviazione e dunque ora il caso sarà vagliato dal giudice per le indagini preliminari».
«Al di là di una più generale considerazione su quanto sia corretto intasare le già sofferenti aule dei tribunali con cause che tutto sembrano perseguire tranne che il fine ultimo e supremo della giustizia, – incalzano Rossi e Vitulano – ci chiediamo se ci ritroveremmo davanti ad una uguale pervicacia nel caso in cui venisse approvato il disegno di legge che condanna il querelante a pagare fino alla metà di quanto richiesto al giornalista nel caso in cui la querela si rivelasse infondata».
«L’auspicio – chiosano il presidente dell’Odg e la responsabile dell’Osservatorio sulla professione dell’Emilia Romagna – è che la dialettica tra giornalisti e politici torni nell’alveo naturale, che prevede sicuramente la controreplica, come è stata garantita al segretario Lodi, senza sfociare in battaglie legali che possano, anche involontariamente, rischiare di limitare la libertà di stampa. Ad Estense.com vanno la solidarietà e il sostegno per ogni azione di tutela del Presidente dell’Ordine dei giornalisti e dell’Osservatorio regionale sulla professione». (giornalistitalia.it)

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