Approvato oggi dal Senato il Ddl che ora passa alla Camera per il via libera definitivo

Riforma delle professioni: delega al Governo

Il Senato della Repubblica

ROMA – Una riforma che rappresenta la porta d’ingresso verso il futuro delle professioni ordinistiche, grazie anche al grande senso di responsabilità e alla forte collaborazione dimostrata dai 15 ordini professionali sui quali essa incide. È stato approvato oggi dall’Aula del Senato (81 voti favorevoli, nessun contrario e 50 astenuti) il DDL delega per la riforma della disciplina degli ordinamenti professionali, che passerà adesso alla Camera dei Deputati per il via libera definitivo.

Rosario De Luca, presidente di ProfessionItaliane e del Consiglio nazionale dei Consulenti del lavoro, è anche giornalista

Un risultato possibile grazie alla collaborazione di tutti gli ordinamenti professionali, che hanno messo da parte rivendicazioni settoriali per costruire insieme una visione in grado di tutelare le professioni ordinistiche come corpo unico, come soggetto sussidiario delle Istituzioni dello Stato. Si tratta degli ordini di Consulenti del Lavoro, Assistenti Sociali, Agrotecnici, Architetti, Attuari, Spedizionieri Doganali, Consulenti in Proprietà Industriale, Giornalisti, Agronomi e Forestali, Geologi, Geometri, Ingegneri, Periti Agrari, Periti Industriali e Tecnologi Alimentari. Nei mesi scorsi ProfessionItaliane, l’Associazione che rappresenta le professioni oggetto della riforma, ha svolto un ruolo di mediazione e coordinamento importante, tessendo il dialogo tra i vari ordini e permettendo di costruire una piattaforma comune in grado di rappresentare il movimento ordinistico nel suo complesso.
Il provvedimento approvato oggi dal Senato, grazie anche alla responsabilità e alla partecipazione delle Categorie coinvolte, garantisce una profonda modernizzazione del sistema ordinistico, incidendo, in particolare, su una più chiara definizione delle attività tipiche, riservate e di consulenza ma anche sulle modalità di accesso alla professione, sulla formazione continua e sulla valorizzazione delle competenze digitali e di quelle relative all’Intelligenza Artificiale.
Infine, la riforma interviene anche sulla governance ordinistica, sulle società tra professionisti e conferma la natura pubblicistica degli Ordini professionali.
Una volta terminato il percorso parlamentare, con l’approvazione anche alla Camera dei Deputati, si aprirà un’altra fase importante, quella dell’emanazione dei decreti legislativi. Anche in questo percorso di concretizzazione dei valori e dei principi contenuti nel DDL delega la compattezza e l’unità delle 15 professioni coinvolte sarà fondamentale per arrivare a una riforma complessiva davvero in grado di vincere la sfida dei tempi e accompagnare gli ordinamenti professionali nelle inevitabili trasformazioni che ne derivano. L’esperienza maturata durante il percorso parlamentare che ha portato all’approvazione di oggi consente di andare avanti con la consapevolezza che anche in futuro le categorie riunite in ProfessionItaliane, l’organismo di rappresentanza del sistema ordinistico presieduto dal consulente del lavoro e giornalista Rosario De Luca, sapranno dimostrare compattezza e unità di valori e di visione.

Carlo Bartoli, presidente del Consiglio nazionale dell‘Ordine dei giornalisti

Sull’approvazione del Del delega, il presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, Carlo Bartoli, ha dichiarato che «Sono 63 anni che i giornalisti sono ancorati a norme professionali ormai superate, se si escludono i principi generali che restano sempre validi. Riteniamo che il Ddl delega sulle professioni sia un importante passo in avanti e possa essere un utile strumento per dare alla professione e ai cittadini un quadro di regole che consenta al sistema dell’informazione di affrontare efficacemente le sfide di oggi e di domani».
«Condividiamo – ha aggiunto Bartoli – l’impianto della legge delega approvata al Senato e auspichiamo tempi rapidi per il passaggio alla Camera. Poi ci sarà da approntare i decreti attuativi, che rappresenteranno il cuore della riforma e che dovranno definire gli aspetti specifici di ogni professione. È lì che si vedrà la volontà di rendere quella dei giornalisti una professione moderna, autonoma e al passo dei tempi». (giornalistitalia.it)

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