“Se la nuova proprietà non riconosce il valore liberal-socialista il giornale non c’è più”

Repubblica, Scalfari rivendica il ruolo di Fondatore

Eugenio Scalfari (al centro con il giornale in mano) il 14 luglio 1976 in tipografia con la prima copia del quotidiano la Repubblica

ROMA – «Repubblica è nata nel 1976, siamo nel 2020 ma il nostro spirito, la nostra anima giornalistica non può cambiare: liberal-socialista». Lo scrive il fondatore di Repubblica,  Eugenio Scalfari, che, nell’editoriale che firma oggi, richiama il cambio alla direzione del quotidiano, Carlo Verdelli sostituito da Maurizio Molinari, e rivendica il suo ruolo appunto di “fondatore” per
un’analisi su quale sia il futuro del giornale, che non deve discostarsi dalla sua storia lunga 44 anni.

Eugenio Scalfari

«Personalmente io ho la qualifica di Fondatore che figura in prima pagina sotto la testata del giornale. Ripetiamo Fondatore. Non significa niente, ma può invece essere importante». Il fondatore «conosce o dovrebbe conoscere meglio di ogni altro lo spirito del giornale, il suo programma, la sua natura giornalistica e quindi politica. Forse è venuto il momento di ripetere questa natura politica: si può definire liberal-socialista. Naturalmente – osserva Scalfari – è una definizione complessa che va quindi precisata e mi scuserete se in qualche modo spetta al Fondatore di mantenerla senza alterarne il significato».
«I liberal-socialisti – ammonisce Scalfari – hanno nell’anima i due valori di libertà ed eguaglianza e questi debbono rispettare i giornalisti che dirigono il giornale con questa collocazione. Se la proprietà non riconosce più questi valori vuol dire che il giornale non c’è più, è un altro oggetto che ha cambiato totalmente il soggetto. Questo può avvenire, ma in tal caso spetta in primis al  Fondatore di avvertire quanto è accaduto e trarne personalmente e collegialmente, se possibile, le conseguenze. A me però, allo stato dei fatti, risulta che non sono cambiati».

Il primo numero di Repubblica

«Il direttore uscente Carlo Verdelli, nei confronti del quale ho già detto che ho la massima stima professionale, questi valori li ha realizzati per tutto il periodo della sua direzione. Il nuovo direttore Maurizio Molinari appare esattamente nello stesso modo. Se così farà, il Fondatore ne sarà pienamente soddisfatto e lo dirà. In parte già lo dico, dopo aver analizzato la questione con Molinari. Vedremo il seguito. Il liberal-socialismo – conclude Scalfari – è perfettamente in linea con le esigenze del mondo moderno, sempre che questo corrisponda al desiderio di un vasto pubblico che trae dal liberal-socialismo la realizzazione dei suoi valori, desideri, bisogni, ideali». (adnkronos)

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