CITTÀ DEL MESSICO – «Le autorità messicane devono indagare immediatamente sul rapimento della giornalista Roxana Berenice Guzmán Rodríguez, accertarne il movente e garantirne la liberazione incolume». Lo chiede a viva voce il Comitato per la Protezione dei Giornalisti (CPJ).
Guzmán, che ha fondato e dirige il sito di notizie Pulso Informativo del Sureste, presente su Facebook, è stata rapita martedì da uomini armati non identificati a Nanchital, una città nello Stato costiero orientale messicano di Veracruz.
«Il rapimento di Roxana Guzmán in pieno giorno è scioccante persino in Messico, che detiene il triste primato del più alto numero di giornalisti scomparsi al mondo», ha dichiarato Jan-Albert Hootsen, rappresentante del Cpj in Messico, secondo il quale «l’allarmante episodio rivela, ancora una volta, come la violenza criminale e l’impunità continuino a rendere il Messico il Paese più pericoloso per i giornalisti nell’emisfero occidentale, ed è imperativo che le autorità di Veracruz garantiscano il ritorno di Guzmán alla sua famiglia e assicurino alla giustizia i suoi aggressori».
Un video ampiamente diffuso sui social media mostra un uomo non identificato che sfonda la porta di casa di Guzmán con un attrezzo pesante, mentre un secondo uomo, anch’egli non identificato, punta una pistola e minaccia Guzmán e la sua famiglia. Secondo le notizie e la dichiarazione della procura, la giornalista è stata rapita poco dopo. Non si sa dove si trovi e non è noto se gli aggressori chiedano un riscatto per il suo rilascio.
Il sito web di Guzmán, Pulso Informativo del Sureste, pubblica principalmente notizie locali, tra cui articoli recenti su infrastrutture, incidenti stradali, problemi di fornitura di energia elettrica e acqua e, occasionalmente, piccoli reati a Nanchital e dintorni. Il sito ha circa 21.000 follower.
Secondo la Commissione statale di Veracruz per la tutela e la protezione dei giornalisti (Ceapp), Guzmán non aveva recentemente segnalato alcuna minaccia all’istituzione. Il suo precedente marito è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco nel 2017». (giornalistitalia.it)






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