Ahmed Abu Aziz aveva 28 anni e non parlava con i colleghi “per non perdere altri amici”

Raid sull’ospedale di Gaza: morto il 5° giornalista

Ahmed Abu Aziz

GAZA (Palestina) – È salito a cinque il numero dei giornalisti uccisi oggi a Gaza nell’attacco israeliano compiuto con un drone esplosivo che ha colpito il tetto dell’ospedale Nasser. È Ahmed Abu Aziz, aveva 28 anni e lavorava per varie testate giornalistiche tra le quali il canale inglese Middle East Eye e il Quds Feed Network. Era rimasto gravemente ferito dall’esplosione che ha ucciso almeno 20 persone tra cui la giornalista freelance Mariam Abu Daqa inviata di Ap e Independent Arabia, il giornalista Moaz Abu Taha della rete televisiva Nbc e i cameraman e fotoreporter Hossam al-Masri dell’agenzia di stampa Reuters e Mohammed Salama di al Jazeera. Il numero dei giornalisti uccisi a Gaza sale a 245.

Mohammed Salama, Hussam al-Masri, Moaz Abu Taha e Mariam Abu Daqa

Ahmed Abu Aziz, che ha sempre documentato le atrocità della guerra a Gaza, l’estate scorso aveva sposato tra le macerie l’avvocato Loucy Saleh e sognava di studiare all’estero per completare il master conseguito a Gaza. I colleghi del Middle East Eye ricordano che aveva iniziato a lavorare con loro dall’inizio del 2024 diventando il principale corrispondente nel sud di Gaza. Per motivi di sicurezza lavorava con lo pseudonimo di Ahmed Aziz e a maggio dello scorso anno era stato costretto a sfollare diverse volte come la maggior parte della popolazione di Gaza.

Ahmed Abu Aziz

«Abu Aziz – racconta il Middle East Eye – soffriva di mal di schiena cronico, conseguenza di una lesione alla cartilagine che a volte lo costringeva al ricovero ospedaliero. Le cure sono diventate quasi impossibili negli ultimi due anni, mentre la macchina da guerra israeliana devastava il sistema sanitario di Gaza».
Un collega ha ricordato che «Abu Aziz provava un dolore intenso mentre scriveva e faceva fatica a continuare. Qualcuno si è offerto di accompagnarlo in ospedale, ma lui ha chiesto se potevano sostenerlo per poter terminare il suo servizio. Sameer al-Bouji, giornalista della Nbc a Gaza, afferma che, nonostante la ferita, Abu Aziz “era sempre il primo reporter sul campo. Non era mai in ritardo per nessun articolo. Era così gentile. Non ho mai visto uomini come lui. Piango dal profondo del mio cuore. Che Dio abbia pietà della sua anima e degli altri giornalisti. Ahmed – aggiunge al-Bouji – mi ha scritto pochi minuti prima della sua morte e mi esortava a concentrare la copertura mediatica sulla piaga dei bambini che muoiono di fame. Era un uomo semplice ma devoto. Si era sposato da poco ed era pieno di sogni».

Ahmed Abu Aziz

Il mese scorso, Abu Aziz aveva rivelato ai suoi colleghi del Middle East Eye di aver perso 14 chili in quattro mesi perché riusciva a consumare solo un pasto ogni 36 ore. Il suo rammarico maggiore era quello di non riuscire a sfamare adeguatamente la moglie. «Da mesi – confessava – ho smesso di pensare di avere un figlio, semplicemente perché non ho la forza di garantirgli una vita. Ogni mattina mia moglie mi chiede: “Cosa dobbiamo mangiare?” E io rispondo, cercando di nascondere l’impotenza di un uomo: “Oggi digiuno”».
«Sono esausto. È passato più di un anno e mezzo. Non avrei mai immaginato che la mia carriera giornalistica sarebbe stata così», scrisse aggiungendo amaramente: «Evito di fare due chiacchiere con i miei colleghi giornalisti perché non sopporto il pensiero di perdere un altro amico. La gente non può nemmeno immaginare cosa stiamo attraversando: bombardamenti e perdite quotidiane. Non sono d’acciaio. Sono distrutto dentro». (giornalistitalia.it)

 

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