TORINO – Il Comitato di Redazione del quotidiano La Stampa condanna con forza l’irruzione di un centinaio di manifestanti, staccati dal corteo a sostegno della Palestina libera, all’interno della redazione centrale del giornale in via Lugaro a Torino.
«Un attacco gravissimo all’informazione e ancora più vile perché – afferma il Cdr – accade nel giorno dello sciopero nazionale dei giornalisti per il rinnovo del contratto di lavoro e a difesa della qualità dell’informazione democratica, libera e plurale».
Il Cdr del quotidiano denuncia che «senza che le forze dell’ordine lo impedissero, i manifestanti in parte a volto scoperto e in parte con passamontagna hanno forzato due porte della sede, e al grido di “Giornalista terrorista, sei il primo della lista” hanno invaso la redazione, imbrattato i muri con scritte e buttato all’aria libri e carte preziose che usiamo quotidianamente per il nostro lavoro. Un violento attacco al nostro giornale e all’informazione tutta».
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha fatto pervenire al direttore Andrea Malaguti e alla redazione de “La Stampa” la sua solidarietа, unita alla ferma condanna della violenta irruzione nella sede del quotidiano.
Parole nette sono arrivate anche dalla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ha telefonato al direttore per esprimere vicinanza a tutta la comunitа del giornale. Nel corso della conversazione, Meloni ha definito l’irruzione dei manifestanti «un fatto gravissimo che merita la più assoluta condanna», auspicando «una risposta unanime» contro ogni forma di intimidazione nei confronti della stampa. «La libertà di informazione è un bene prezioso da difendere ogni giorno», ha ribadito la premier.
Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha chiamato il direttore de La Stampa, Andrea Malaguti, per esprimergli la propria solidarietà e sottolineare il proprio rammarico e disappunto dopo che un gruppo di circa 50 antagonisti – al termine di una manifestazione preavvisata – ha fatto irruzione nella sede del quotidiano torinese apportando alcuni danni alla struttura. L’azione è ritenuta «gravissima e del tutto inaccettabile» dal titolare del Viminale e per questo è stata avviata «una verifica approfondita su come si sono svolti i fatti». Al momento risulterebbero una trentina di soggetti identificati dell’area antagonista torinese.
Anche il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha espresso «ferma condanna per i gravi atti vandalici che alcuni manifestanti hanno commesso nella sede de La Stampa”. Secondo Tajani «difendere la libertà di stampa è un dovere».
Piena solidarietà ai colleghi del quotidiano La Stampa viene espressa anche dal sindacato dei giornalisti Figec-Cisal e dal dipartimento dei liberi giornalisti Rai Unirai – Figec Cisal che condanna «fortemente la vile azione di violenza compiuta a Torino ai danni del quotidiano La Stampa da sedicenti manifestanti Pro Pal» esprimendo solidarietà al direttore Malaguti e a tutta la sua redazione.
«È inaccettabile e preoccupante – afferma Unirai – Figec Cisal – che la libertà di manifestazione si tramuti in libertà di devastazione e che, in nome di quello stesso diritto di manifestare, si faccia irruzione e si compiano danneggiamenti nella sede di un giornale, e si offendano e si minaccino i giornalisti (con cori come “Terrorista, sei il primo della lista”), mettendo a repentaglio la stessa libertà di informazione. I giornali e la stampa tutta sono presidi di democrazia e, come tali, vanno difesi sempre, a prescindere dalle linee editoriali e dalle opinioni espresse dai singoli giornalisti. Chi usa la violenza per manifestare il proprio dissenso non esercita democrazia ma la mina alle fondamenta, alimentando un pericoloso clima di odio». (giornalistitalia.it)
Fanpage: “Da sempre in prima linea contro il genocidio”
Il Cdr di Fanpage.it è solidale con le colleghe e i colleghi de La Stampa dopo l’assalto di ieri da parte di un gruppo di manifestanti alla redazione torinese del quotidiano. Gli attivisti hanno imbrattato le pareti e rovesciato le scrivanie accusando la testata di essere “complice del genocidio a Gaza”.
L’episodio è avvenuto mentre gran parte delle giornaliste e dei giornalisti della redazione erano impegnati nella mobilitazione nazionale per denunciare il mancato rinnovo del contratto nazionale Fnsi-Fieg, vecchio ormai di 10 anni.
La libertà di stampa sta attraversando un momento estremamente buio a causa del lavoro sempre più precario e svalutato dei giornalisti. E questo nuovo attacco, avvenuto con modalità violente e squadriste, non fa che confermare il clima difficile che i giornalisti vivono ogni giorno.
Oltre a ciò, ci preme sottolineare che Fanpage.it da sempre racconta in prima linea il genocidio che stanno subendo i palestinesi, dando ampio spazio anche agli italiani che si mobilitano per tenere accesi i riflettori su quello che avviene nella Striscia di Gaza. Ma difendere i diritti dei palestinesi non ha nulla a che fare con la distruzione di una redazione e le minacce ai giornalisti.
Quello che è avvenuto ai danni de La Stampa è un attacco inaccettabile che condanniamo con forza, e alle giornaliste e ai giornalisti della redazione va tutta la nostra solidarietà.
Il Cdr di Fanpage.it








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