Da Rimini duro monito al Cda: “Venderli è offendere la storia. Intervenga Mattarella”

Rai Senior in rivolta: “Giù le mani dagli immobili”

L’Assemblea Generale di Rai Senior riunita a Rimini

RIMINI – La Rai – lo ha anticipato il 27 aprile scorso Giornalisti Italia pubblicando la manifestazione d’interesse – è pronta a vendere 15 immobili aziendali in tutta Italia nell’ambito del Piano Immobiliare approvato dal Consiglio di Amministrazione che ha già affidato la selezione delle offerte alle società Kpmg, Kroll e BonelliErede.
«Tutto questo – afferma Rai Senior nel documento approvato dall’Assemblea Generale riunita a Rimini con i cento delegati provenienti da tutta Italia – offende pesantemente la storia di questa grande azienda di Stato». «Mai e poi mai – sottolinea Rai Senior – avremmo potuto immaginare un’operazione di questo tipo, che è un’operazione prettamente finanziaria e che rischia oggi di mandare al macero anni di tradizione e di professionalità acquisite e costruite con tanta passione e tanto amore aziendale nel corso di tutti questi anni. È come voler rinunciare al proprio passato, è come voler dimenticare tutto quello che migliaia di dipendenti Rai hanno realizzato in questi ultimi 70 anni di storia della TV e della radio pubblica, ma ancora peggio – denuncia Rai Senior – è come voler rinnegare la propria tradizione culturale, perché da questi 15 asset in vendita, così come li chiama freddamente il management aziendale, è passata davvero la storia di tutti noi».
Il documento di Rai Senior ricorda che «siamo in presenza della vendita di 15 strutture diverse, localizzate nelle principali città italiane, per circa 151.500 mq di superficie lorda complessiva. Più specificamente: Milano, Corso Sempione 27; Firenze, Via Bernabei 1; Roma, Saxa Rubra 2; Torino, Corso Giambone 68 (Laboratorio di Ricerche); Genova, Corso Europa 125; Venezia, Palazzo Labia; Torino, Via Verdi 31 (Palazzo della Radio); Roma, Teatro delle Vittorie; Roma, Via Goiran 16; Roma, Via Col di Lana 8; Torino, Via Montebello 7 (ex Teatro Scribe); Cagliari, Via Barone Rossi 29; Sestu (Cagliari), Ex Centro OM; Venezia, Via Torino 129, Mestre; Roma, Via Cadlolo 90.
Il Piano, osserva l’Assemblea di Rai Senior, «coinvolge purtroppo anche alcune sedi regionali. Ma come si fa a vendere al migliore offerente, magari una società straniera, un gioiello come Palazzo Labia a Venezia, con i suoi affreschi del Tiepolo e i suoi tesori fiabeschi, o peggio ancora la Sede di Firenze dove oggi è custodito un patrimonio artistico e culturale unico al mondo?

Il Direttivo di Rai Senior riunito a Rimini

Per non parlare del Palazzo della Radio a Torino o quello di Corso Sempione a Milano. Un delitto aziendale in piena regola per noi – sottolinea Rai Senior – come se in tutti questi anni il canone Rai, che nessun altro in Italia riceve, non bastasse ad evitare questo scempio istituzionale».
«Quale necessità c’è – si chiede l’Assemblea Generale di Rai Senior – di disfarsi di questo patrimonio così importante, per una azienda che non ha bisogno di denaro contante e di investimenti di questo genere? Non potevamo stare in silenzio e nei prossimi giorni chiederemo un incontro alla Presidente della Commissione Parlamentare di Vigilanza per consegnarle la nostra protesta, che racchiude e che condensa il rammarico profondo di migliaia di dipendenti Rai… E, se fosse necessario, scriveremo anche al Presidente della Repubblica per chiedergli un incontro ufficiale in cui poter chiarire meglio la nostra presa di posizione».

Antonio Calajò, presidente di Rai Senior

«Faremo di questo tema – annuncia il presidente di Rai Senior, Antonio Calajò – una battaglia ideale e morale senza tregua e senza confini, e lo faremo nell’interesse non solo della nostra storia di uomini e donne Rai, ma nell’interesse del Paese. Non fraintendeteci, la nostra non è una battaglia politica o di parte, è molto di più. È una battaglia di principio, di difesa della nostra storia più bella, che profuma di senso dell’appartenenza ai valori su cui è nata la Rai, e di profondo senso dello Stato. Mai come in questo momento – conclude Calajò – ci siamo sentiti così fieri e così orgogliosi di essere figli di questa grande famiglia Italiana». (giornalistitalia.it)

Pino Nano

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