COSENZA – Da oggi partono ufficialmente in Calabria i programmi Rai in lingua arbëreshë. Sia in radio che in televisione. Quello che 20 anni fa sembrava un sogno irrealizzabile è, dunque, diventato realtà.
«Nel ringraziare della citazione della mia persona, nel corso della Conferenza Stampa avvenuta oggi, 11 settembre 2025, nella Sede Regionale Rai per la Calabria per le trasmissioni in lingua Arbëreshë rivolte agli Italo-Albanesi, devo segnalare che il mio impegno per gli Arbëreshë nasce da lontano e in diverse occasioni sono intervenuto per sostenere le trasmissioni in lingua verso quella Comunità». In una lettera inviata al direttore del Coordinamento Sedi Regionali ed Estere, Alessandro Zucca, e per conoscenza all’amministratore delegato della Rai, Giampaolo Rossi, il presidente del Gruppo di Forza Italia in Senato, Maurizio Gasparri, ricorda così alcuni dei suoi numerosi impegni su questo fronte.
«A febbraio 2024 – ricorda Gasparri – il Consiglio dei Ministri, presieduto dal vicepresidente e ministro degli Esteri Antonio Tajani, diede il via libera al nuovo Contratto di Servizio Rai-Stato 2023-2028, dopo una dura battaglia in Commissione di Vigilanza e per questo desidero ringraziare l’on. Maurizio Lupi, relatore di maggioranza in Commissione di Vigilanza Rai. Poi venne pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 121 del 25 maggio 2024, elevando così la lingua Arbëreshë allo stesso livello delle altre Minoranze Linguistiche Storiche (Friulana, Sarda, Ladina, Tedesca, Francese e Slava), ma le trasmissioni di cui oggi festeggiate l’avvio è proprio grazie alla importante Legge di Riforma della Rai, la n. 103/1975, che attivò le Sedi Regionali in Italia. Mi dispiace che tutto questo non sia emerso nella Conferenza Stampa di oggi, perché dovrebbe valere ancora oggi il detto “dare a Cesare quel che è di Cesare, almeno la verità dei fatti”».
Dopo una ricerca attenta negli archivi della Camera e del Senato noi abbiamo ricostruito questa vicenda politica che oggi permette alla Calabria di avere una struttura di programmazione tutta sua e in lingua arbëreshë, e questo è senza dubbio un obiettivo fondamentale per lo sviluppo culturale generale di questa regione.
Lo afferma nella sua lettera alla Rai lo stesso Maurizio Gasparri: era esattamente il 3 ottobre 2023, data storica per il nuovo Contratto di Servizio Rai 2023-2028, e fu proprio quel giorno che venne dato il via libera da parte della Commissione di Vigilanza Rai al parere sul Contratto di Servizio. Contratto di Servizio Rai che, per la prima volta, faceva riferimento ufficiale alla tutela della minoranza linguistica arbëreshë in Calabria.

L’intervento di Maurizio Gasparri nella “Sala Zuccari” del Senato, il 3 luglio 2023, in occasione della manifestazione condotta da Pino Nano (a destra)
«Desidero evidenziare – ricorda Maurizio Gasparri – che ho promosso una manifestazione proprio al Senato della Repubblica, il 3 luglio 2023 nella Sala Zuccari, dando pubblicamente delle indicazioni agli organizzatori della manifestazione alla presenza di pubblico proveniente da tutta Italia. Presenti tanti colleghi giornalisti, di presidenti di Provincia e sindaci, nonché dell’assessore regionale alle Minoranze linguistiche della Calabria, Gianluca Gallo, e alla presenza di mons. Donato Oliverio la cui Eparchia di Lungro ha competenza ecclesiale per tutta l’Italia per i fedeli italo-albanesi, di presentarmi una proposta per l’approvazione in Commissione di Vigilanza Rai e Governo nonché il Dipartimento Editoria e Informazione del sottosegretario Alberto Barachini».
Alla luce della festa di oggi a Cosenza, dove di fatto parte la nuova programmazione radio e televisiva dei primi programmi in lingua arbëreshë, ci sembra fondamentale rileggere oggi alcuni dei passaggi fondamentali che il nuovo Contratto di Servizio dedica ad uno dei temi di maggiore confronto di questi anni, e cioè quello delle Minoranze Linguistiche, su cui in Parlamento il senatore Maurizio Gasparri ha firmato in tutti questi anni decine e decine di interventi, di mozioni, di interpellanze e di documenti scritti, soprattutto per quanto riguardava la “Calabria e la diffusione della lingua arbëreshë sui canali Rai”. Nessuno più di lui.
Quella mattina del 3 ottobre 2023 l’allora vice presidente del Senato, Maurizio Gasparri, parlò infatti di «una vittoria politica fondamentale per gli albanesi di Calabria, e per tutto quello che la diffusione della cultura albanese comporta per la storia e le tradizioni di questo popolo». Per Gasparri sono stati anni e anni di battaglie personali e politiche, spesso anche solitarie, che finalmente 25 anni dopo vedono inserita nel Contratto di Servizio la parola “Calabria”.
Ma questo Gasparri lo aveva già anticipato qualche mese prima di quel 3 ottobre 2023, e lo aveva fatto in Senato, partecipando a un convegno sugli Albanesi, che l’ex direttore delle Sede Rai della Calabria, Demetrio Crucitti, oggi consigliere nazionale della Figec, aveva fortemente voluto proprio per riaprire nella massima sede istituzionale del Paese il dibattito sulla lingua albanese e sulla tutela dell’arbëreshë in tutte le sedi possibili e immaginabili.
Ricordo che la prima volta che il senatore Gasparri parlò ufficialmente in pubblico dell’ipotesi che la Rai potesse produrre dei programmi in lingua arbëreshë fu proprio al Teatro Rendano di Cosenza, 25 anni fa, per la festa in onore dei 50 anni di Rai Calabria, e già in quella occasione il leader di Forza Italia teorizzò che «la Rai regionale dovesse occuparsi a fondo della tradizione e della cultura arbëreshë come già accadeva in altre regioni d’Italia per altre minoranze linguistiche». Un’utopia forse, ma che 25 anni dopo prende finalmente corpo materiale nel nuovo Contratto di Servizio.
«La Rai, al fine di sostenere l’integrazione la tutela e la valorizzazione delle minoranze linguistiche, – sottolinea infatti l’art. 9 del nuovo Contratto di Servizio – è tenuta a garantire la produzione e distribuzione di trasmissioni radiofoniche e televisive, nonché di contenuti audiovisivi, in lingua tedesca e ladina per la provincia autonoma di Bolzano, in lingua ladina per la provincia autonoma di Trento, in lingua sarda per la regione autonoma Sardegna, in lingua francese per la regione autonoma Valle d’Aosta, in lingua friulana e slovena per la regione autonoma Friuli-Venezia Giulia e in lingua arbëreshë per la regione Calabria».
La “Calabria”, per la prima volta, compare dunque nel Contratto di Servizio Rai. Tutto questo, alla luce anche di quello che si è detto oggi a Cosenza, significherà per la Sede calabrese della Rai una vera rivoluzione culturale, oltre che strutturale, perché ci si dovrà attrezzare a mandare in onda una programmazione arbëreshë di sana pianta, quindi servizi, inchieste, dossier, tg, approfondimenti e speciali che potrebbero significare per la Calabria nuove risorse, nuovi investimenti, nuovi progetti di integrazione culturale, insomma nuovi posti di lavoro per il mondo della comunicazione.
Secondo il Contratto di Servizio, «la Rai si impegna anche ad assicurare le condizioni per la tutela delle minoranze linguistiche riconosciute nelle zone di loro appartenenza, assumendo e promuovendo iniziative per la valorizzazione delle lingue minoritarie presenti sul territorio italiano». E qui arriviamo alla festa di oggi. Che dire di più?

Il direttore della Sede Rai della Calabria, Massimo Fedele, alle trasmissioni Arbëreshë con il vicario generale dell’Eparchia di Lungro, papas Pietro Lanza
Le premesse per una nuova stagione tutta da vivere a Rai Calabria ci sono tutte. Il futuro è già alle porte e vedremo cosa ne verrà fuori. Credo, però, che su questo la battaglia del sen. Maurizio Gasparri sia stata determinante per il successo finale. E forse, anche, merito della “cocciutaggine” con cui ha inseguito questo “suo sogno” il vecchio direttore di Sede, Demetrio Crucitti, e che oggi Alessandro Zucca, direttore delle Sedi Regionali ed Estere della Rai, e il nuovo direttore di Sede, Massimo Fedele, hanno presentato ufficialmente alla stampa. Bravi tutti, insomma, perché a vincere alla fine è stata la passione intensa e la magia di questa lingua così affascinante e ammaliante come è l’arbëreshë. (giornalistitalia.it)
Pino Nano











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