Claudio Marazzini, presidente dell’Accademia della Crusca

FIRENZE – La lingua italiana è un patrimonio da difendere e da promuovere, mettendo fine agli sciagurati progetti di sostituzione, nelle scuole e nelle università, dell’italiano a vantaggio della lingua inglese, quasi che un medico, un ingegnere o un qualsiasi altro professionista non abbia la necessità e l’obbligo di comunicare con i propri concittadini.
È quanto emerso alla presentazione al Salone del libro di Torino del volume “La lingua, il giudice, la Costituzione” (Pacini Editore, pagine 40, euro 8,50), scritto da Claudio Marazzini, presidente dell’Accademia della Crusca.
Il libro, edito da Pacini, rappresenta la prima uscita della collana “Quaderni della formazione” promossa dalla Fondazione dell’Ordine dei giornalisti della Toscana.
Il volume di Claudio Marazzini ripercorre la storia di una vicenda giudiziaria che si è conclusa con la sconfitta del Politecnico di Milano che aveva deciso di svolgere solo in lingua inglese i propri corsi. Una scelta, ha spiegato Marazzini, frutto di politiche sbagliate sostenute da vari governi e che premia le università italiane che introducono corsi in inglese in sostituzione di quelli tenuti in italiano.
Ad ascoltare Marazzini sono intervenuti a sorpresa il vicepresidente della Regione Toscana, Monica Barni, e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’editoria Vito Crimi. Proprio Crimi, che è intervenuto in forma privata alla presentazione, a margine dell’evento ha fatto sapere che gli Stati generali dell’editoria si concluderanno a settembre proprio a Torino.
Il presidente dell’Odg della Toscana, Carlo Bartoli, ha ricordato quanto sia importante l’opera del giornalismo per il consolidamento e l’innovazione della lingua italiana, un’innovazione che non può essere confusa con un ingiustificato abuso di anglismi.
“La lingua italiana è viva, vivissima e noi giornalisti abbiamo un compito fondamentale in questo campo; un compito da gestire con competenza e responsabilità”. (ansa)

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