Il presidente Lorenzo Sassoli de Bianchi ridimensiona le stime di previsione per il 2019

Pubblicità: investimenti a +0,5%, bene internet

MILANO – La raccolta pubblicitaria in Italia, nel 2019, crescerà dello 0,5%, anche se a fine aprile era pari alla raccolta dell’anno precedente. Questo il quadro tracciato dal presidente di Upa (Utenti pubblicità associati), Lorenzo Sassoli de Bianchi, nel corso di una conferenza stampa a Milano.
“Avevamo detto che il mercato sarebbe cresciuto dello 0,8%, invece crescerà dello 0,5%. Più del Pil”, ha sottolineato Sassoli. “Prosegue – ha spiegato – la crescita del mondo di internet, che ormai supera abbondantemente il 30% del totale. La televisione è stabile, la radio dà ancora segnali di crescita, mentre la parte cartacea dell’editoria sta soffrendo, ormai la raccolta pubblicitaria è un terzo rispetto al 2008”. Le stime dicono che la Tv è al 45,4% degli investimenti complessivi, male quotidiani (-10,8%) e periodici (-14,2%). Mentre le piattaforme social e video registrano un incremento del 9,8% e la radio del 2%.
Secondo il presidente Upa “c’è una forte e diffusa preoccupazione da parte degli italiani e dei consumatori sullo stato del Paese e questo frena i consumi in generale. I consumi sono lenti, a volte ci sono delle accelerazioni sporadiche, ma gli italiani sono prudenti: aumenta il risparmio e tendono più a spendere in servizi che in beni durevoli”. Questo anche perché la “piramide demografica si è rovesciata, oggi ci sono 130 anziani per 100 giovani e ovviamente i consumi seguono l’andamento demografico del Paese”. Dunque, aggiunge Sassoli, “abitazioni, automobili e vestiti stanno un po’ soffrendo, vanno bene assicurazioni e prodotti sanitari. Va bene anche il tempo libero con i viaggi”.
I numeri della raccolta pubblicitaria rappresentano “un trend molto prudente. A fine aprile il mercato era pari all’anno precedente, la crescita era zero”. Infine, riguardo agli influencer, il presidente Upa ha salutato con favore l’adesione di molti di loro all’Istituto di autodisciplina pubblicitaria: “Gli influencer sono veri e propri media e, quindi, è bene che si sottopongano alle regole di tutti gli altri media”. (agi)

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