Il presidente Adepp e Inpgi, Andrea Camporese, a Bruxelles sul futuro delle pensioni

Non c’è previdenza senza rispetto della dignità

Andrea Camporese

Andrea Camporese

BRUXELLES (Belgio) – “Gli interventi dei commissari e dei relatori, ognuno nella propria specificità, non fanno che confermare le gravi preoccupazioni e le linee di azione che l’Associazione che io rappresento ha focalizzato da tempo”.
Così il presidente dell’Adepp e dell’Inpgi, Andrea Camporese, all’uscita dalla conferenza sul futuro delle pensioni in Europa a cui hanno partecipato, tra gli altri, i commissari per gli affari economici Olli Rehn, per il mercato unico Michel Barnier, per il lavoro Laszlo Andor e per la fiscalità Algirdas Semeta.
“Sentire Paesi con fondamentali economici molto più forti del nostro e gli stessi commissari europei chiedere a gran voce politiche di accesso al lavoro e al credito, di protezione, di fiscalità di vantaggio – afferma Camporese – non fa che rafforzare l’idea che la previdenza nella società della globalizzazione è molto più che un calcolo matematico. Un sistema giustamente in equilibrio serve a ben poco se non garantisce dignità alle persone. I nostri giovani professionisti, che hanno subito un danno generazionale rilevante in un mercato del lavoro in ginocchio e senza alcuna protezione dallo Stato, vanno ricompensati con politiche specifiche, innovative, determinate”.
“Non a caso – sottolinea Camporese – il commissario Andor nel suo intervento ha sottolineato il dato preoccupante sulla disoccupazione giovanile e i bassi livelli di occupazione femminile, puntando il dito contro l’Italia, insistendo affinché ad aumenti di produttività corrispondano aumenti dei salari”.
“Il problema delle pensioni – ha detto, infatti, Andor – non è tanto attuale quanto futuro”. Pertanto, osserva Camporese “l’Italia con un mercato del lavoro debole, con un tardivo ingresso dei giovani nel mercato del lavoro e con carriere lunghe piene di rischi biologici e professionali, rischia di riconoscere le pensioni meno adeguate del resto dell’Europa. Questo è un rischio anche per i liberi professionisti che iniziano a guadagnare tardi e che sono stati colpiti gravemente dalla crisi economica”.
In buona sostanza, Camporese afferma che “gli Enti privatizzati hanno aumentato la protezione di welfare di oltre 200 milioni di euro in tre anni e l’Adepp sta lavorando sui fondi europei con le Regioni per sostenere, attraverso politiche per lo start up, il credito e la formazione, l’avvio e il rafforzamento dell’attività professionale”.
“Per questo – conclude il presidente di Adepp e Inpgi – abbiamo chiesto al ministro del lavoro, Giuliano Poletti, di dedicare, durante il semestre di Presidenza italiano dell’UE, un momento di riflessione sul lavoro autonomo, sulla crisi e sul welfare da costruire per i professionisti e il lavoro autonomo. Adeguatezza e sostenibilità previdenziale richiedono quanto mai oggi adeguatezza e sostenibilità economica e retributiva”.

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