Premio Luchetta 2019, da sinistra: Diego Bianchi “Zoro”, Orla Guerin, Daniele Bellocchio, Margaux Benn

TRIESTE – La giuria del Premio Luchetta, presieduta dal direttore di Rainews24 Antonio Di Bella, ha scelto i vincitori della 16ª edizione: Diego Bianchi, più familiare al grande pubblico come Zoro, Orla Guerin, Daniele Bellocchio, Margaux Benn, Alessio Romenzi e, come già annunciato, Riccardo Iacona cui va il Premio Speciale della Fondazione Luchetta.
La premiazione si svolgerà sabato 11 maggio a Link, il Festival del buon giornalismo in programma a Trieste, in Piazza Unità. La consegna del Premio Speciale a Riccardo Iacona sarà invece l’evento inaugurale della prima giornata di Link 2019, giovedì 9 maggio alle 19,30.

Marco Luchetta

Il Premio Luchetta 2019 è promosso dalla Fondazione Luchetta Ota D’Angelo Hrovatin con la Rai ed è organizzato da Prandicom. Ancora una volta il Premio Luchetta racconta il mondo e le sue prime trincee: dai bambini soldato in Afghanistan ai siriani vittima di una guerra civile infinita, dai bimbi malnutriti in Congo ai piccoli massacrati nello Yemen.
È l’infanzia a pagare un prezzo gravissimo e inaccettabile per le emergenze, i conflitti, i rivolgimenti epocali sul pianeta. Un allarme che il Premio giornalistico internazionale Marco Luchetta lancia dal 2004 per ricordare il lavoro in prima linea dei colleghi uccisi 25 anni fa mentre stavano lavorando per dar voce proprio ai bambini di Bosnia: la troupe Rai composta da Marco Luchetta, Alessandro “Sasha” Ota e Dario D’Angelo, uccisa da una granata a Mostar nel gennaio ’94. Pochi mesi dopo, a Mogadiscio, il telecineoperatore Miran Hrovatin veniva brutalmente ucciso insieme alla giornalista Ilaria Alpi.
Diego Bianchi viene premiato nella categoria “reportage”, per l’emozionante diario di viaggio in Congo in onda su “Propagandalive” de La7, nel quale ha testimoniato l’emergenza che colpisce in particolare i più indifesi: i bambini, allo stremo per la malnutrizione, le epidemie, gli scontri armati, i conflitti. Per sopravvivere possono ormai contare solo sull’aiuto di associazioni umanitarie. In Congo esistono circa 300 tribù, ciascuna ha la propria lingua e le proprie tradizioni ed ognuno possiede un’arma.

Alessio Romenzi

Nella categoria Tv News il Premio Luchetta 2019 va ad Orla Guerin per la corrispondenza diffusa da Bbc News sui 42 bimbi massacrati nell’agosto 2018 nello Yemen, vittime di un bombardamento aereo da parte delle forze di coalizione. Sono troppe le morti di civili in Yemen che non vengono annunciate e neppure ricordate. Questo servizio vuole ricordare i piccoli trucidati da un bombardamento aereo: le Nazioni Unite lo hanno definito il più devastante attacco contro bambini da marzo 2015, quando il conflitto si è esacerbato. La coalizione ha inizialmente sostenuto la tesi secondo la quale l’autobus fosse un obiettivo militare legittimo, per poi scusarsi e riconoscere l’errore definendolo come un “danno collaterale”.
Per la stampa italiana il Premio Luchetta 2019 va a Daniele Bellocchio che ha raccontato per “L’Espresso” l’odissea dei cittadini del Ciad in fuga da Boko Haram e la storia di Halima Adama, a 12 anni vittima di un matrimonio forzato e poi obbligata dal marito ad effettuare una missione suicida. La crisi umanitaria, insieme alla pressione terrorista di Boko Haram, ha trasformato il bacino del lago Ciad nell’ultima frontiera della jihad in Africa.
Nella realtà drammatica dei campi profughi, Bellocchio ha trovato la giovane Halima Adama, rimasta priva di entrambe le gambe ed oggi tornata a vivere con la sua famiglia nel villaggio natale.

Riccardo Iacona

Per la stampa internazionale vince Margaux Benn, corrispondente del quotidiano francese “Le Figaro” dall’Afghanistan. Ha documentato le storie dei bimbi soldato dell’Isis nella provincia orientale di quel Paese: giovani dagli 11 ai 16 anni, reclutati e indottrinati e già a 5 anni costretti a partecipare alle esecuzioni. Benn è riuscita ad ottenere il permesso di accedere al carcere minorile di Jalalabad: il reclutamento dei bambini soldato, in particolare da parte degli IS-K, è una delle preoccupazioni maggiori delle Nazioni Unite e del governo locale ed è oggetto di un programma di “deradicalizzazione” in alcuni centri di detenzione giovanili.
Per la sezione fotografia dedicata a Miran Hrovatin il Premio Luchetta va ad Alessio Romenzi per lo scatto pubblicato da “L’Espresso” che ritrae un padre in arrivo al check point di Quayyara in Siria, insieme alle sue bambine, circondato dal fumo nero in cielo, pozzi di petrolio incendiati dai miliziani dell’Isis.
Riccardo Iacona riceve il Premio Speciale della Fondazione Luchetta come testimonial esemplare del giornalismo del nostro tempo, premiato per un approccio giornalistico in cui l’ascolto della voce dei cittadini si integra all’inchiesta e a una visione pragmatica di miglioramento. E per l’intuito e la lungimiranza che, 25 anni fa, lo hanno portato a guardare ai tragici fatti di Mostar come a una chance di solidarietà concreta per i bambini vittime della guerra. (adnkronos)

Comments are closed.