Stasera la consegna a Castiglioncello. Il 13 settembre lascia la Corte Costituzionale

Premio Giovanni Spadolini a Marta Cartabia

Marta Cartabia

CASTIGLIONCELLO (Livorno) – Marta Cartabia, presidente della Corte Costituzionale, riceverà stasera a Castiglioncello il prestigioso Premio Speciale Cultura Politica, intitolato a Giovanni Spadolini ex direttore del Corriere della Sera, leader del partito repubblicano ed ex presidente del Consiglio.
Il 13 settembre la professoressa Cartabia lascerà l’alto incarico alla Consulta assieme al vice presidente Aldo Carosi per scadenza del mandato novennale di giudice costituzionale. Potrebbe esserci un valzer di nomine anche alla Corte dei Conti.
Marta Cartabia, lombarda, 57 anni, riceverà stasera al Castello Pasquini di Castiglioncello il prestigioso Premio Speciale Cultura Politica, intitolato a Giovanni Spadolini (1925-1994), ex direttore del Corriere della Sera, leader del Partito Repubblicano ed ex presidente del Consiglio (il primo non Dc nella storia della Repubblica).
Il Premio, che é giunto alla 15ª edizione e che si avvale dell’Alto Patronato del presidente della Repubblica, le sarà consegnato dal sindaco di Rosignano Marittimo Daniele Donati e da Cosimo Ceccuti, presidente della Fondazione “Spadolini Nuova Antologia”.
La motivazione del Premio ricorda che Marta Cartabia è stata la «prima donna nella storia a guidare la Consulta. Il suo esempio dimostra che è possibile sfondare il “soffitto di cristallo“ che spesso blocca le donne competenti sulla soglia della stanza del potere, ma è anche la testimonianza che con intelligenza, impegno, passione e competenza si può incidere sulla realtà che ci circonda. Sono i valori di “quella certa idea dell’Italia” cara a Spadolini e la motivazione più profonda per questo riconoscimento».

Paolo Mieli

Dopo la consegna del Premio il giornalista Paolo Mieli, ex drettore del Corriere della Sera e de “La Stampa”, intervisterà la professoressa Cartabia nell’ambito della rassegna “La forza delle idee”.
“L’Italia in Europa”, che è il titolo di uno dei suoi libri, è anche la sintesi del suo percorso culturale basato sul confronto e sull’integrazione tra i diversi ordinamenti: dalla laurea alla Statale di Milano, relatore Valerio Onida, con la tesi “Esiste un diritto costituzionale europeo?”, al dottorato in quel laboratorio di identità continentale che l’Istituto universitario europeo alla Badia fiesolana e poi i soggiorni negli Stati Uniti e la collaborazione con i maggiori centri di ricerca stranieri. All’impegno accademico si è aggiunta per Marta Cartabia la nomina nel settembre 2011 – da parte del Capo dello Stato Giorgio Napolitano – a giudice della Corte Costituzionale dove, dopo 5 anni di vicepresidenza, è stata eletta presidente l’11 dicembre dello scorso anno. Ma dovrà lasciare l’alto incarico il 13 settembre prossimo in concomitanza con la scadenza del suo mandato novennale di giudice della Consulta per tornare ad insegnare all’università come docente ordinario di Diritto costituzionale.
Uno degli indiscussi meriti della sua pur breve presidenza, e per di più in un periodo di eccezionale emergenza sanitaria senza precedenti, è stata senz’altro la ventata di novità portata alla Corte costituzionale dalla professoressa Cartabia e la sua epocale apertura alla società civile e alla dimensione internazionale.
«Apertura» è stata la parola d’ordine a palazzo della Consulta. La Corte ha infatti aperto le sue porte, oltre che per permettere al pubblico e ai giornalisti di assistere alle udienze pubbliche, anche per consentire la visita del Palazzo da parte dei cittadini. Ha posto molte energie per sviluppare una comunicazione capace di raggiungere non solo gli operatori del diritto e gli specialisti, ma il pubblico. E grazie anche all’indefesso lavoro della sua portavoce Donatella Stasio, già inviata de “Il Sole-24 Ore”, ha moltiplicato i comunicati stampa, ha rinnovato il sito internet, si è resa presente sui social ed ha ulteriormente sviluppato la comunicazione in lingua inglese con una più assidua traduzione delle sentenze, dei comunicati stampa e dei principali documenti della giustizia costituzionale.
La professoressa Cartabia ha partecipato a numerosi incontri con altre Corti costituzionali e con le Corti europee, ha organizzato seminari di studio, ha ricevuto visite e delegazioni di giudici di altre nazionalità.
Un’altra novità importante è stata l’uscita della Corte dal palazzo della Consulta per raggiungere i giovani nelle scuole d’Italia, come peraltro era già accaduto durante la predente presidenza di Giorgio Lattanzi, anche se in modo meno strutturato, e per incontrare la realtà delle carceri con visite di storica importanza, che sono tutte documentate analiticamente sul sito online della Corte e, con una selezione d’autore, anche dal docufilm “Viaggio in Italia. La Corte costituzionale nelle carceri”, prodotto da Rai cinema e Clipper Media, per la regia di Fabio Cavalli. E ancora, è uscita per farsi conoscere da tutti e per portare ovunque i valori della Costituzione attraverso la proiezione del suddetto docufilm in ogni angolo del Paese e persino all’estero.
Purtroppo, però, per la pandemia da coronavirus-Covid 19, il tempo del «Viaggio in Italia» della Corte è stato bruscamente interrotto e molte altre attività culturali e internazionali già programmate nel segno dell’apertura dell’Istituzione sono state rinviate. In ogni caso è stata portata a termine l’approvazione di una rilevante modifica strutturale del processo costituzionale. A seguito di un seminario svolto a palazzo della Consulta nel dicembre 2018 e proseguito in un ricco dibattito interno, l’Alta Corte con la delibera dell’8 gennaio 2020 ha disposto alcune modifiche alle “Norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale” per favorire una più ampia partecipazione al processo costituzionale.
In particolare, sono stati introdotti l’istituto dei cosiddetti “Amici Curiae” e la possibilità di ascoltare esperti di altre discipline. Si è previsto che qualsiasi formazione sociale senza scopo di lucro e qualunque soggetto istituzionale possano presentare brevi opinioni scritte per offrire alla Corte elementi utili alla conoscenza e alla valutazione del caso sottoposto al suo giudizio, derivanti dalla loro esperienza “sul campo”. Parallelamente, la Corte può convocare esperti di chiara fama di altre discipline per ricevere apporti su problemi specifici che vengano in rilievo nella trattazione delle questioni portate al suo esame.

Sergio Mattarella

Numerose ed immediate sono state le richieste di partecipazione di vari esponenti della società civile, mentre la Corte stessa ha già disposto la convocazione di due esperti per un giudizio in materia di organizzazione delle agenzie delle entrate. Le modifiche apportate al processo costituzionale sono entrate in vigore a fine gennaio prima che l’imprevedibile emergenza innescata dall’epidemia imprimesse una brusca svolta al corso della vita delle Istituzioni.
Per una serie di fortuite combinazioni potrebbero ora innescarsi a catena entro il 12 settembre una serie di importanti nomine non solo a palazzo della Consulta, ma anche alla Corte dei Conti. Eccole in sintesi. Innanzitutto il Capo dello Stato Sergio Mattarella dovrà nominare un nuovo giudice costituzionale entro le prossime due settimane. Tutto lascia prevedere che la scelta ricadrà ancora una volta su una donna anche per mantenere intatto nel plenum dei 15 giudici costituzionali l’attuale numero (tre) delle donne giudici (rappresentate oltre alla Cartabia dalla trentina Daria de Pretis, 64 anni di Cles, e dalla pugliese Silvana Sciarra, 72 anni, di Trani) contro i dodici giudici uomini.
In contemporanea con la Cartabia scadrà il 13 settembre anche il mandato novennale di giudice di uno degli attuali vice presidenti della Consulta, il viterbese 69enne Aldo Carosi, presidente di Sezione della Corte dei Conti, eletto dalla Corte dei Conti il 17 luglio 2011, ma che giurò al Quirinale il 13 settembre 2011.

Angelo Buscema

Al suo posto di giudice costituzionale arriverà l’attuale presidente della Corte dei Conti Angelo Buscema, 68 anni, nativo di Roma, ma di famiglia siciliana originaria di Scicli (cittadina costiera divenuta famosa perché vi sono stati ambientati gli sceneggiati tv del “Commissario Montalbano”), che il 13 luglio scorso ha avuto la meglio con soli quattro voti di scarto (per 147 voti a 140) sul suo collega della sezione giurisdizionale della Corte dei Conti per la Lombardia Vito Tenore nel ballottaggio da parte del plenum dei magistrati contabili.
Una volta che il Collegio giudicante della Corte Costituzionale tornerà al completo dei 15 giudici con la nomina da parte di Mattarella del sostituto o delle sostituta della professoressa Cartabia si procederà a palazzo della Consulta all’elezione del nuovo presidente che tornerà certamente ad essere un uomo. Sulla carta tre sono i potenziali candidati: l’attuale vice presidente Mario Rosario Morelli, romano, 79 anni, già presidente di Sezione della Corte di Cassazione, che potrebbe, però, restare in carica solo tre mesi fino al 12 dicembre 2020; il giudice Giancarlo Coraggio, napoletano, quasi 80 anni, già presidente del Consiglio di Stato, che potrebbe restare in carica poco più di sedici mesi fino al 28 gennaio 2022; e il giudice Giuliano Amato, torinese, 82 anni, professore emerito di diritto pubblico comparato ed ex presidente del Consiglio, che potrebbe restare in carica per venticinque mesi fino al 18 settembre 2022.

Maria Rachele Anita Aronica

Ma anche alla Corte dei Conti dovranno essere rimpiazzati i vertici da parte del Governo Conte cui spetta per legge la scelta. Si dovranno sostituire il presidente della Corte dei Conti Angelo Buscema eletto giudice costituzionale (tra i candidati a prendere il suo posto vi sarebbe proprio Angelo Carosi di ritorno dalla Consulta) e il procuratore Generale della Corte dei Conti Alberto Avoli che ha lasciato l’incarico ai primi di giugno per raggiunti limiti di età (al momento il suo posto é ricoperto dal Procuratore Generale della Corte dei conti facente funzioni Fausta di Grazia).
Ieri, intanto, dopo la sua recente promozione, due settimane fa, a presidente di Sezione della Corte dei Conti (Dpr del 14 agosto 2020), Maria Rachele Anita Aronica, già titolare della Procura presso la Sezione giurisdizionale d’appello per la Regione Sicilia, ha assunto le funzioni di Procuratore regionale della Corte dei Conti per la Calabria. (giornalistitalia.it)

Pierluigi Franz

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