Addio a un raffinato interprete della cultura contemporanea italiana. Aveva 70 anni

Plinio Perilli poeta dell’anima e custode della parola

Plinio Perilli con Serena Maffia mercoledì scorso alla Biblioteca Vallicelliana di Roma

ROMA – Si è spento Plinio Perilli, poeta, critico letterario, critico d’arte e raffinato interprete della cultura contemporanea italiana. Con la sua scomparsa il mondo della letteratura perde una delle voci più attente, sensibili e generose del nostro tempo, un intellettuale che ha attraversato decenni di poesia e riflessione critica senza mai smarrire la capacità di ascoltare l’altro e di interrogare la complessità dell’umano.

Plinio Perilli

Nato a Roma il 7 giugno 1955, Perilli si è occupato per tutta la vita della letteratura, dell’arte, della poesia, dedicando ai poeti contemporanei uno sguardo raro: non quello del giudice, ma quello del compagno di viaggio. Cercava nella scrittura non soltanto la qualità formale del verso, ma la sua necessità profonda, la ragione segreta che spinge un essere umano a trasformare l’esperienza in parola. Leggeva i testi come si ascoltano le confessioni più autentiche, tentando di comprenderne l’origine, il dolore, la bellezza e la verità.
Uomo di vasta cultura, ma lontano da ogni forma di arroganza intellettuale, sapeva accogliere, comprendere e perdonare. La sua generosità era nota a chiunque lo avesse incontrato nel suo percorso artistico. Dietro l’erudizione e la finezza critica viveva, infatti, una profonda fiducia nell’essere umano, nelle sue fragilità e persino nelle sue follie. Era un uomo sensibile e altruista, animato dal desiderio di partecipare pienamente a quella che amava considerare l’arte più difficile: l’arte della vita.

Carlo Parisi, Alessandro D’Agostini, Serena Maffia, Giuseppe Lorin, Michela Zanarella e Plinio Perilli alla Biblioteca Vallicelliana, mercoledì 27 maggio per la presentazione di “Primavere” e “La gamba zoppa e fichi verdi” di Serena Maffia, nell’ambito della campagna nazionale “Il Maggio dei Libri” promossa dal Ministero della Cultura

Nel ricordarlo, l’assessore alla Cultura di Roma Capitale, Massimiliano Smeriglio, ha espresso «profondo cordoglio per la scomparsa di Plinio Perilli, intellettuale romano a tutto tondo: poeta, scrittore, saggista e raffinata voce della cultura contemporanea italiana».

Massimiliano Smeriglio, assessore alla Cultura di Roma Capitale

Smeriglio ha sottolineato come Roma perda «un intellettuale libero e profondamente legato alla città», ricordando il valore di un’opera destinata a restare patrimonio della cultura italiana e delle nuove generazioni, soprattutto dei giovani ai quali Perilli ha sempre rivolto particolare attenzione.
Da ragazzo aveva trovato il suo posto nella poesia e vi aveva messo radici. Da allora non l’ha più abbandonata. La poesia è stata per lui casa, destino e strumento di conoscenza. Attraverso questa ha raccontato inquietudini e meraviglie, contraddizioni e speranze, trasformando la parola in testimonianza civile e umana.
Chi lo ha conosciuto conserverà il ricordo di una figura inconfondibile: il cappello bianco, i libri stretti tra le mani, lo sguardo insieme beffardo, curioso e rassicurante. Lo si rivede ancora mentre gesticola, ricamando pensieri nell’aria e catturando l’attenzione della platea con la forza delle parole e la leggerezza ipnotica dell’intelligenza.

Plinio Perilli, Carmen Golia e Serena Maffia alla Biblioteca Vallicelliana di Roma

La sua voce continuerà a vivere nei libri, nei saggi, nei versi e nella memoria di chi ha avuto il privilegio di incontrarlo. Perché alcuni poeti non smettono di parlare quando tacciono: continuano a farlo attraverso ciò che hanno lasciato negli altri. Ciao Plinio. (giornalistitalia.it)

Serena Maffia

2 commenti

  1. Stefania Lubrani

    Peccato … ci ha lasciati senza parole … Un abbraccio forte Plinio carissimo a te e Nina.

  2. Sono allibita e addolorata, non ci sono parole….

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