L’omaggio di Giampaolo Rossi e Roberto Sergio a nome della grande famiglia della Rai

Pippo Baudo: leggerezza, intelligenza e carisma

Pippo Baudo

ROMA – Domani, mercoledì 20 agosto, dalle 15.30 alle 18.10, il Tg1 trasmetterà in diretta le esequie di Pippo Baudo dalla Chiesa di Santa Maria della Stella a Militello Val di Catania, paese di origine del conduttore televisivo, per come lui stesso aveva chiesto che si facesse.

Giampaolo Rossi

«Con Pippo Baudo se ne va un pezzo di “cuore” della Tv, se ne va una parte fondamentale della Rai. Eppure, lui e la sua figura resteranno impressi nel patrimonio culturale dell’Italia».
Così l’amministratore delegato della Rai Giampaolo Rossi, il direttore generale Roberto Sergio e il Cda tutto danno voce al dolore e al cordoglio di tutta l’azienda per la scomparsa di Pippo Baudo.
«In questo momento di lutto – scrive dell’Ufficio Stampa della Rai diretto da Incornata Boccia – ci accompagna un grande senso di riconoscenza perché con grande leggerezza, intelligenza e impareggiabile carisma e passione Pippo Baudo ha reso la tv un fenomeno “culturale” nobilitando il termine “nazionalpopolare” e traducendolo in un linguaggio immediatamente comprensibile da chiunque, senza mai cedere alla tentazione della volgarità».

Roberto Sergio

Ma vanno molto oltre Giampaolo Rossi e Roberto Sergio: «Pippo Baudo è stato un “inventore” di televisione, uno scopritore di talenti, l’uomo del Festival di Sanremo che ha condotto e “pensato” più di chiunque altro, senza dimenticare la “sua” Domenica In e tanti altri programmi da lui firmati che restano nel patrimonio di tutti e che hanno accompagnato la storia stessa della nostra nazione».
Francamente non si poteva immaginare saluto più corale e più avvolgente di questo per l’uomo che è stato se non l’inventore principale, certamente uno dei primi inventori della Tv pubblica, maestro dello spettacolo come nessun altro al mondo e soprattutto icona di una Rai che non è mai venuta meno agli impegni presi con il suo pubblico.
«Da oggi la Rai è un po’ più povera – concludono i vertici Rai – ma ciò che ci ha lasciato resta un’immensa ricchezza».
Per il grande conduttore televisivo sarà, dunque, il ritorno definitivo a casa, il ritorno alle origini, al suo paese natale, tra la sua gente di sempre, e soprattutto nella cappella di famiglia.
«Ma nessuno meglio di lui – commenta lo stesso presidente di Rai Senior, Antonio Calajò – aveva un concetto della famiglia così alto e così nobile, quasi austero e pieno di sentimenti. Vorrei manifestare alla famiglia Baudo, alla sua comunità di origine, e al Paese che lo ha amato così tanto e per oltre mezzo secolo, la vicinanza e l’affetto di tutti noi di Rai Senior, una generazione che è cresciuta con lui, seguendolo in televisione ma soprattutto conoscendolo personalmente nei nostri studi di produzione televisiva.

Antonio Calajò

Una icona di come si fa televisione moderna e al servizio del pluralismo, e soprattutto storico punto di riferimento imprescindibile per chi oggi si occupa di Rai e di informazione pubblica.
Con Pippo Baudo scompare un amico dell’Italia, un grande professionista della nostra azienda pubblica, e soprattutto un uomo che considerava la Rai la sua casa principale, e per questa casa lui ha dedicato tutta la sua vita. Come dimenticare le mille volte che in televisione ringraziava le maestranze che lavorano con lui, ma quello era il segno della sua classe, del suo stile, della sua educazione, del suo attaccamento alla grande famiglia Rai». (giornalistitalia.it)

Pino Nano

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