Piero Angela

VERCELLI – Piero Angela è cittadino onorario di Vercelli. L’impareggiabile animatore del format di divulgazione scientifica “Super-Quark” ha ricevuto il riconoscimento dal sindaco Maura Forte nel corso di una cerimonia organizzata al Teatro Civico della città.
“Ha favorito – si legge nella motivazione – la comprensione e la diffusione di conoscenze spaziando dagli argomenti storici a quelli sanitari, dalla fisica all’astronomia. Esempio di come le materie scolastiche (anche apparentemente ostiche) possono diventare una piacevole scoperta”.
Piero Angela, giornalista a 18 carati, scrittore, saggista e volto arcinoto della tv, ha compiuto i 90 anni e abita a Torino. Ma le radici della sua famiglia stanno proprio nel vercellese. Il padre, Carlo, era nato a Olcenengo, nel cuore della terra del riso, era medico psichiatra e, durante la seconda guerra mondiale, ha potuto salvare una quantità di ebrei perseguitati dai nazi-fascisti, ricoverandoli in ospedale e facendoli passare per matti.
Israele lo ha aggiunto all’elenco dei “giusti”. La sorella, Sandra, ha insegnato matematica alla scuola media Ferrari di Vercelli.
Piero Angela, in occasione del riconoscimento che lo riporta alla sua città d’origine, ha presentato una “lectio magistralis” sulla Basilica di Sant’Andrea e sul tempo della sua costruzione, nel secolo XIII.
Intanto, il progetto in sé ha rappresentato un piccolo miracolo perché, allora, non esistevano scuole tecniche dove apprendere i segreti dell’edilizia. Era tutto uno sperimentare, andando per tentativi. E Vercelli era una città di estrema periferia.
“Allora, la città più grande d’Europa era Parigi, con 200 mila abitanti. In Italia, godevano di qualche leggibile cifra urbana Firenze, Genova e Venezia. Vercelli e Torino non raggiungevano una popolazione di 5 mila persone. In quel miserando orizzonte di casupole alte si e no tre metri, è stato concepito l’inimmaginabile. In sette anni soltanto, è stata realizzata la grande basilica che rappresenta il segno più maestoso di una pietra che si fa leggera”.
Piero Angela, con la cifra di competenza e di completezza che lo contraddistingue, ha ricordato che l’iniziativa è dovuta a Guala Bichieri, un vercellese che, entrato nella congregazione dei “Canonici Regolari”, ha ottenuto la berretta cardinalizia ed è stato incaricato di missioni diplomatiche in Inghilterra.
Terra in ebollizione, allora, dilaniata dai contrasti fra i “baroni” che avrebbero accettato la sovranità del re di Francia Luigi VIII e re Giovanni che, con i feudatari fedeli, difendeva le proprie ragioni.
Guala Bichieri, districandosi fra poteri forti, ha sostenuto la legittimità del sovrano di Londra che ha tenuto duro e mantenuto il trono. Proprio in seguito a quei rivolgimenti, si deve la scrittura della “Magna Charta” che indica limiti e attribuzioni dei governanti. Guala Bichieri è sepolto nella cattedrale di Sant’Andrea e l’originale di quel documento la Magna Charta è esposto a Vercelli fino al 9 giugno.
“Di quell’antico manoscritto – ha chiosato Angela – ho chiesto informazioni sul valore e ho scoperto che è stato assicurato per 33 milioni di euro: il mio consiglio è di andarla a vedere dal vivo”. (giornalistitalia.it)

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